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Milano. La Fondazione del famoso oncologo Umberto Veronesi lancia un allarme: “agire subito contro l’inquinamento da plastiche e micro-plastiche, è un dovere etico”, In questi giorni, dopo vari studi ha pubblicato il nuovo documento del comitato etico a difesa dell’ambiente e della salute umana e a favore di un’economia circolare delle plastiche.

  • Il consumo indiscriminato di materie plastiche ha raggiunto livelli allarmanti e ha già avuto effetti evidenti e drammatici sulla biodiversità, gli oceani, gli altri esseri viventi, il pianeta e, potenzialmente, anche per la salute umana;
  • Oggi i pericoli maggiori riguardano le “micro-plastiche”, e cioè quei frammenti di dimensioni così ridotte da essere impossibili da rimuovere, e che i ricercatori hanno trovato ovunque le hanno cercate, negli ecosistemi più remoti, nell’aria che respiriamo e nel cibo che mangiamo e anche nella placenta umana;
  • Gli effetti delle micro-plastiche sulla salute e sull’ambiente sono ancora poco studiati e in larga parte del tutto sconosciuti;
  • In questo contesto di emergenza, il nuovo documento del Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi fa il punto sullo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche e indica una strategia complessiva per superare l’attuale modello di consumo delle plastiche, passando a un modello di “economia circolare”

L’umanità ha raggiunto un punto di rottura nel suo rapporto con la plastica. In parte, già oggi l’umanità, le specie viventi e la biodiversità stanno pagando le conseguenze del consumo eccessivo di plastiche avvenuto nei decenni precedenti. In pochi anni le plastiche sono arrivate ovunque. Questo è particolarmente vero se oltre all’impatto sull’ambiente e la salute dei rifiuti di plastica tradizionali si considera anche l’impatto delle cosiddette “micro-plastiche”. Il termine “micro-plastiche” indica quei frammenti plastici di dimensioni inferiori ai 5 millimetri.

Le micro-plastiche sono state trovate ovunque gli scienziati le abbiano cercate, seppure in forme, modalità e concentrazioni diverse: nell’acqua marina, nelle acque dolci, nel sistema agro-eco-ambientale, nell’atmosfera, nell’aria, nel cibo, nell’acqua potabile, nel biota (cioè nelle piante e negli animali), nella placenta umana, e anche in luoghi remoti dove non vi è alcuna presenza o attività umana come il fondo degli oceani o i ghiacciai dell’Antartide. Una volta disperse nell’ambiente, recuperare le micro-plastiche è praticamente impossibile. “Se anche la produzione di plastiche si fermasse magicamente domani – nota un recente articolo pubblicato su Nature –, la plastica già esistente nelle discariche e nell’ambiente – una massa stimata in circa 5 miliardi di tonnellate – continuerebbe a degradare in piccoli frammenti impossibile da recuperare e pulire”.

L’emergenza dettata dall’inquinamento da plastiche e micro-plastiche si coglie anche nei numeri:

  • Nel 2019 la produzione di plastiche ha raggiunto i 370 milioni di tonnellate a livello globale
  • Entro il 2050 si stima che saranno prodotti altri 33 miliardi di tonnellate di nuove plastiche
  • Circa il 40% della plastica prodotta in Europa è destinata a imballaggi progettati per diventare rifiuti dopo un solo utilizzo
  • Una bottiglia di plastica usa e getta” può impiegare fino 450 anni prima di degradarsi se dispersa nell’ambiente

Oltre che ai danni causati dalla loro presenza, infatti, a tali materiali sono spesso associati additivi chimici potenzialmente pericolosi se presenti oltre certe quantità e all’interno di particolari interazioni.

In questo contesto il Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi ha appena pubblicato un nuovo documento intitolato “Uscire dal Plasticene. Parere del Comitato Etico a favore di un’economia circolare delle plastiche a difesa dell’ambiente e della salute”.

Greenpeace activists have mounted in front of Pantheon, in the centre of Rome, a reproduction of two whales (measuring respectively 6 and 3 feet high), which arise from a sea full of plastic waste. Greenpeace asks to reduce the production of single-use plastics.
Attivisti di Greenpeace hanno montato questa mattina in pieno centro a Roma, di fronte al Pantheon, una riproduzione a grandezza naturale di due balene alte rispettivamente 6 e 3 metri che emergono da un mare invaso da rifiuti in plastica monouso, per denunciare come i nostri mari, e le specie che in essi vivono, siano in grave pericolo a causa dell’uso smodato di plastica usa e getta e dell’inquinamento che ne deriva.

Il documento si articola in quattro sezioni principali. Nella prima, dopo l’introduzione, si esamina la questione dell’attuale produzione esponenziale di plastiche e dei problemi connessi al ciclo dei rifiuti. Nella seconda e nella terza sezione, poi, si prendono in esame gli studi scientifici disponibili che rivelano lo stato delle conoscenze attuali rispetto alle conseguenze delle plastiche e delle micro-plastiche per la salute, per gli altri esseri viventi e per il pianeta. Infine, l’ultima sezione contiene le conclusioni e le raccomandazioni del Comitato Etico.

Il documento è pubblicato sul sito di Fondazione Umberto Veronesi e prossimamente anche nella rivista scientifica, ad accesso libero e con revisione paritaria a cura del Comitato Etico The Future of Science and Ethics, il cui prossimo volume (N.6) uscirà a fine 2021. Tutti i numeri della rivista sono liberamente consultabili online al seguente indirizzo https://scienceandethics.fondazioneveronesi.it/

Tutti i pareri del Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi sono liberamente consultabili al seguente indirizzo: https://www.fondazioneveronesi.it/la-fondazione/i-comitati/comitato-etico

Per maggiori informazioni sull’impegno di Fondazione Umberto Veronesi e sui documenti del suo Comitato Etico consultare il sito www.fondazioneveronesi.it.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.