Tra il porticciolo ed il lungolago alberato, siede un d’Annunzio ispirato. Nella posa del testualmente chiamato “Il solitario studioso”, vige, sul posto, il poeta, assorto nella lettura di un tomo, fra quelli che, invece, chiusi, si situano accanto alla sua stessa figura, ancora impilati, nella esemplificazione dell’ingente mole editoriale, propria della vasta produzione letteraria, nella quale il medesimo personaggio li aveva realizzati.

Dell’eclettico esponente del Decadentismo italiano, lo scultore bergamasco Alessandro Verdi pare abbia scelto questa misura, per rappresentarne l’inteso fulcro culturale che spesso appare, forse, un poco insabbiato da altre gesta del medesimo protagonista di questa lucente scultura, per via della sua composita esistenza, diffusamente rimarchevole sui molteplici piani differenti di una stilistica spinta fino alla ricerca di quell’eccezione inimitabile che appare sistematicamente avvinta ad un significativo e licenzioso parametro di incessante esuberanza vitale.

Qui, d’Annunzio pare fattibile di una compunta interpretazione, calzante anche in quella casta posa francescana che appare giustificata, in quanto a nulla più della sua missione letteraria, pare avvinghiata, come nel circostanziarsi della, nonostante tutto, passione dannunziana per il saio dei frati Cappuccini del convento di Barbarano, celebrando, lui, il proprio san Francesco, anche all’interno del Vittoriale, come, tuttora, risulta nella statua dedicata al “poverello d’Assisi” per opera di Giacinto Bardetti, nel “giardino delle Esperidi”, e da altre tracce che riportano a questo mistico convincimento, personalissimo, entro un altrettanto controverso adagio di corrispondenza, all’atto del dipanarsi della sua vita, rilevabile, per quanto noto, nell’effettivo particolare.

Questo dardeggiante monumento lacustre di Gabriele d’Annunzio, nei pressi del lungolago di Gardone Riviera, non esce fuori dagli schemi di tutto ciò che, anche all’epoca sua, si reputava degno di ufficialmente esternare a riguardo, lasciando, ad un alone di presunta leggenda, le referenze, appunto, private, ma pure, le iniziative già altrove celebrate, sia dalle cronache mondane che dal clamore di manifestazioni d’altro genere, subito storicizzate, nelle dinamiche, a vari livelli, da lui promosse ed interpretate, in alcuni importanti snodi delle vicende nazionali, immesse in eco largamente celebrate.

Rappresentato, nel monumento verdiano, in età più giovanile, rispetto a quando si è trasferito sul Garda, il poeta è elettivamente assurto a riferimento proprio di un motivato contesto, per stare, Gardone Riviera al Vittoriale, come l’illustre inquilino che ha abitato tale sede gardesana per anni, sta a questa dimora, a sua volta, elevata a monumento nazionale.

Come recita l’indicazione epigrafica installata sul posto, “Il solitario studioso” è opaco metallo “dorato” del 18 maggio 2019, relativamente all’avvio della presenza ufficiale di questo efficace manufatto nel luogo aperto ed accessibile a tutti in cui si trova, dando di schiena la sua figura al lago ed affacciandosi, a capo chino, sulla rappresentazione di un libro supino ai suoi occhi, verso quanti si trovano a passargli innanzi, sulla via esclusiva di una comoda ed affascinante camminata, bandita ai motori e riservata al cogitabondo passeggio pedonale.

Soluzioni di varie panchine, in prossimità dello stesso, si incastrano nelle piacevoli simmetrie di possibili sguardi aperti a contemplare l’evidente collocazione, eletta ad interessare quel posto d’acqua dolce dove questo monumento, fiore all’occhiello, a tutta grandezza simile al reale, si compone, profilandosi anch’esso nell’agio di una seduta, per poter ciascuno, se volesse, accomodarsi accanto al Vate.

Tutto ciò, a Benaco, cittadina plurima, rimasta immaginaria, che avrebbe dovuto fondere insieme Salò con Gardone Riviera, secondo la visione di quanto pare abbia pubblicamente dichiarato d’Annunzio stesso, in un messaggio al vertice della “Canottieri di Salò” nell’ottobre 1934, mentre solitaria, sul prospiciente e tacito orizzonte, l’incombente isola del Garda, anche circa questa parata, stava a guardare.