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Cambiano gli aiuti per le imprese che effettuano investimenti in tecnologie 4.0. La Legge di Bilancio 2022 ha riconfermato il décalage degli incentivi ma ne ha prorogato al 2025 il periodo di validità.

Per l’acquisto di beni materiali 4.0 – rientranti nelle categorie indicate dall’allegato A della Legge 232/2016 e interconnessi al sistema aziendale – sarà possibile usufruire per il 2022 di un credito di imposta nelle seguenti misure:
• 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
• 20% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro,
• 10% per investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Per gli anni successivi (dal 2023 al 2025) le aliquote scenderanno rispettivamente al 20%, 10% e 5% della quota investimenti.

Per l’acquisto di software 4.0 (più precisamente di beni immateriali di cui all’Allegato B della Legge 232/2016) è confermata la concessione di un credito di imposta al 20% delle spese con tetto a 1 milione di euro (annuale). L’aliquota resterà al 20% anche per il 2023, per poi calare al 15% nel 2024 e al 10% nel 2025. Per l’acquisto di beni strumentali tradizionali (sia materiali che immateriali) il beneficio del credito di imposta scende nel 2022 al 6% delle spese, nel limite massimo di 2 mln di euro per i beni materiali, e di 1 mln di euro per i beni immateriali. In questo caso non c’è proroga per gli anni successivi.

Gli investimenti devono essere sostenuti nel periodo compreso dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022. Il periodo può essere esteso fino al 30 giugno 2023 a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

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