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Reggio Emilia – L’attualità per ragazze e ragazzi con Internazionale Kids, il festival dell’omonimo mensile che spiega a bambine e bambini i grandi temi dell’attualità, pubblicando in italiano i migliori articoli dei giornali di tutto il mondo per giovani lettori tra i 7 e i 13 anni, con corredo di giochi e fumetti.

Sulla scia di Internazionale a Ferrara – il festival di giornalismo della rivista diretta da Giovanni De Mauro, giunto quest’anno alla quindicesima edizione – Internazionale Kids a Reggio Emilia sarà una tre giorni 17, 18, 19 settembre nei Chiostri di San Pietro di scoperte per parlare di razzismo, sport, ambiente, femminismo e molto altro con giornalisti, scrittori, esperti, illustratori e fotografi e attraverso laboratori, incontri, proiezioni fotografiche, spettacoli musicali.

Un format nuovo con incontri della durata di 30 minuti pensati proprio per il giovane pubblico e tanti laboratori per imparare divertendosi.

Insieme alla redazione di Kids ci saranno tanti ospiti, tra cui la scrittrice Espérance Hakuzwimana Ripanti, che parlerà delle conseguenze del razzismo anche in Italia e racconterà il movimento Black Lives Matter alle più piccole e ai più piccoli, la giornalista Giulia Blasi che porterà sul palco di Reggio Emilia un monologo per spiegare perché dovremmo essere tutti femministi.

A Internazionale Kids anche lo scrittore Jonathan Bazzi, che parlerà della generazione fluida, Gianumberto Accinelli, entomologo e scrittore che approfondirà la crisi climatica attraverso gli occhi di un’ape. Non mancherà la musica grazie a un incontro con La Rappresentante di Lista.

E poi incontri e laboratori per stimolare l’esercizio al diritto di protesta e l’attivismo.

Previsto anche un un dibattito sugli effetti, positivi e negativi, della Dad destinato ai genitori.

Gli eventi si svolgeranno lungo tutto l’arco della giornata nei chiostri di San Pietro e gli spazi circostanti, in collaborazione con le scuole e con le istituzioni pedagogiche locali.

Ancora una volta a Reggio Emilia “la cultura non starà al suo posto”, con la proposta (la prima in Italia) di un festival dedicato a bambine e bambine.

Una scelta che nasce dal profondo legame della città con l’educazione e l’infanzia e il continuo impegno nella promozione di temi sociali, con particolare attenzione per le differenze e le fragilità, per una città senza barriere.

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