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Ferrara. Oltre 2000 anni di presenza ebraica in Italia hanno lasciato un segno. Sinagoghe, bagni rituali, cimiteri, catacombe, resti archeologici, epigrafi, monumenti; tradizioni culinarie, enologiche, letterarie, musicali e poi ancora persone, comunità e le tante storie. Da gennaio i nuovi incontri con #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani. La nuova serie di incontri online (sulla piattaforma Zoom) è dedicata alle Vite Parallele. Il MEIS di Ferrara ne è parte integrante del progetto culturale e storico. Ogni mese due musei per volta delineeranno i ritratti di grandi personalità che hanno segnato l’ebraismo italiano e la storia del Paese.

L’appuntamento per l’edizione 2022 è per mercoledì 12 gennaio alle 18.00 con la Comunità Ebraica di Padova e il Museo Ebraico di Lecce. I protagonisti sono Avraham ben Me’ir De Balmes e Yehuda Mintz Ha-Levi, rabbini ed intellettuali di spicco tra ‘400 e ‘500.

Il primo nacque a Lecce verso la metà del XV secolo e morì a Padova o a Venezia intorno al 1523. Seguendo l’esempio del nonno, archiatra del re di Napoli e dotto umanista, Avraham studiò medicina e, dopo il suo trasferimento a Padova intorno al 1510, divenne medico personale del cardinale Domenico Grimani, per il quale eseguì traduzioni di opere speculative dall’ebraico in latino. Fu tra i promotori dell’impresa tipografica ebraica veneziana. Umanista e “sapiente universale”, seppe coniugare gli interessi per la propria tradizione di fede con gli sviluppi del pensiero filosofico e scientifico della società colta non ebraica del suo tempo.

Il secondo (1405 – 1508), rabbino, talmudista, chiamato anche MaHar”Y Mintz (Morenu ha-Rav Yehuda Mintz – nostro maestro il Rabbino Yehuda Mintz), apparteneva a una nota famiglia di studiosi e banchieri che prese il nome dalla città tedesca di Mainz, dove Yehuda probabilmente nacque. L’opera di Yehuda Mintz è una fonte storica preziosa poiché rivela il suo coinvolgimento nei problemi del suo tempo. Nelle sue decisioni rituali, Yehuda s’indirizzò verso la tradizione tedesca. Una delle più famose fu quella che permetteva agli uomini di mascherarsi da donna per la festa di Purim.

Intervengono:
Introduce: Amedeo Spagnoletto – Direttore del MEIS
Adolfo Locci – Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Padova
Fabrizio Lelli – Direttore del Museo Ebraico di Lecce

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