Tra acqua e terra nelle campagne cremonesi

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C’è un angolo nelle campagne di Cremona immerso nel parco Adda Sud dove piste ciclabili e strade d’argine ci offrono una pedalata in bicicletta nel silenzio d’un ambiente d’acqua e di terra.

L’itinerario si snoda tra la confluenza dell’Adda con il Po e il Canale Incompiuto, con partenza e arrivo da Cremona, corre su ciclabili asfaltate e un tratto di sterrato ben tenuto, facile, pianeggiante e ombrato a tratti.cremona

La partenza è dalla bellissima piazza Duomo nel cuore di Cremona che non smette mai di stupire e ammaliare il viandante con la perfetta architettura e l’audacia dell’alto Torrazzo. Da piazza Duomo partiamo in direzione di Viale Po, imbocchiamo la ciclabile sulla nostra sinistra che ci porta verso il grande fiume che raggiungiamo dopo la rotonda con una strada che scende sulla sinistra, passa sotto il ponte e sfila a destra dinnanzi alle società canottieri con gli spazi sportivi. Usciti sulla provinciale percorriamo un breve tratto sino al Porto interno di Cremona, una sorta di chiuse e alzate del Canale Incompiuto, superiamo il ponte sul canale e alla nostra sinistra imbocchiamo una ciclabile che corre in fianco alla strada spostandosi poco dopo sul lato destro. La pista ci conduce per mano sino al nastro asfaltato che fiancheggia il Canale Incompiuto per una dozzina di chilometri.IMG_3264

Il nome: “Canale Incompiuto” racconta da se la storia di questo chilometrico bacino idrico, è un progetto che risale al 1919 quando si ipotizzò la creazione di una via d’acqua per collegare la Confederazione Elvetica con il mare. Ma dopo una serie di leggi e qualche centinaia di miliardi di lire destinati in fondi mai usati, il canale navigabile Milano-Cremona è rimasto incompiuto, una cattedrale nel deserto di cui esiste solo il tratto di 12 chilometri che va da Cremona a Pizzighettone.

Impossibile sbagliare strada, il bordo asfaltato del canale è diritto come un righello, dove i pescatori se ne stanno immobili come statue in attesa che abbocchi qualche pasce. Dopo poche pedalate l’orizzonte delle fabbriche periferiche della città si scioglie alle nostre spalle e noi percorriamo l’opera faraonica passando dal lato opposto sopra un ponticello che cavalca altre chiuse di sollevamento. Un piccolo canale di Panama…IMG_3270

Giunti ad un piazzale che fiancheggia un grande slargo d’acqua, uno dei porti previsti, il canale finisce, noi imbocchiamo la strada ombreggiata che ci catapulta sulla statale che lasciamo subito per entrare nella frazione di Roggione e poi a Pizzighettone.

La storia degli insediamenti nel territorio di Pizzighettone è profondamente legata al fiume. La presenza di un guado che permetteva di attraversare l’Adda, determinò sin dall’antichità preromana la sua rilevanza per il controllo della regione. Città murata, Pizzighettone conserva le antiche difese cittadine, una possente cerchia muraria con una vasta serie di difese bastionate e casematte che s’affacciano sulle sponde dell’Adda. Edifici di pregio come la chiesa parrocchiale di San Bassiano (secolo XII), il Palazzo Comunale (secolo XV), la Torre del Guado e angoli suggestivi fanno di Pizzighettone un borgo affascinante. Da segnalare che nel 1525 fu tenuto prigioniero nella Rocca di IMG_3266Pizzighettone, oggi distrutta, il Re di Francia Francesco I di Valois, catturato dalle truppe asburgiche. Curiosa è la notizia riportata dalla stampa locale nel gennaio 2009, riconduce la storia di Pizzighettone a quella della mitologica Atlantide, forse per la sua strategica posizione sul mitico lago Gerundo, nella sacrestia della parrocchiale si conserva una gigantesca costola che la leggenda vuole del drago Tarantasio che viveva nel lago.

La segnaletica della ciclabile del parco Adda Sud ci riporta al nostro itinerario, esce dalle mura dalla porta Soccorso e sale sull’argine che corre fianco al fiume con scorci di paesaggio fluviale e agricolo sino all’abitato di Crotta d’Adda. Al centro del paese da notare Villa Stanga, edificio tardo-barocco realizzato tra il ‘600 e il ‘700. Ha una facciata con aperture nel piano superiore e arcate rette da colonne binate in quello inferiore. E’ completata da un fastigio su cui è posto un coronamento dotato di orologio. Molto interessanti sono anche i rustici e la cascina attigui al palazzo.IMG_3271

 Usciti dal paese un cartello ci invita a proseguire sulla destra in direzione località le Caselle, poco dopo ci ritroviamo di nuovo sull’argine, la via è sterrata ma in buone condizione, percorribile con qualsiasi tipo di bicicletta. Fatti circa quattro chilometri, alla vista del campanile del paese di Spinadesco, lo sterrato scende, diviene asfaltato, non entriamo in paese, ma scendiamo al primo viottolo sulla destra che ci riporta sui nostri passi alla parte finale verso Cremona della ciclabile del Canale Incompiuto. Ripercorriamo la via d’andata per far ritorno in piazza Duomo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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