Inutile, questo orso è un grande. La libertà prima di tutto. L’avventura invincibile della vita subito a ruota. E poi la grande forza e l’ingegno: l’orso Papillon è fuggito per la seconda volta.

Ora speriamo che riesca a liberarsi anche del radiocollare con cui i trentini potrebbero localizzarlo molto presto.

La prima volta Papillon aveva scavalcato la gabbia.

Questa volta ha divelto la rete di ferro del recinto in cui era rinchiuso: è riuscito a superare la barriera elettrica e, raggiunta l’ultima recinzione, ha divelto la rete elettrosaldata piegando l’inferriata dello spessore di 12 millimetri fino a ricavarne un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno.

E ne ha tutte le ragioni visto che il recinto che lo ospitava, assieme a un’orsa femmina, è dieci volte più piccolo rispetto a quanto dichiarato dai vertici provinciali: all’incirca 0,8 ettari, probabilmente diviso in due. In pratica un campo di calcio.

L'immagine dall'alto del recinto di Papillon, diffusa dalla Lav
L’immagine dall’alto del recinto di Papillon, diffusa dalla Lav

“Deve vivere. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto”, ha scritto su Facebook lo stesso ministro dell’Ambiente Sergio Costa facendosi portavoce di milioni di italiani che quel presidente trentino Fugatti cominciano proprio ad odiarlo.

Il recinto del Casteller, d’altra parte, non è una casa per orsi. Lo confermano le immagini esclusive  diffuse dalla LAV alla notizia dell’ennesima fuga di M49.

“Il recinto, spiega Massimo Vitturi, responsabile LAV animali selvatici, è suddiviso in tre porzioni larghe meno di 50 metri, non può garantire il soddisfacimento delle necessità etologiche di un grande animale selvatico. Basti pensare che un orso percorre fino a 20 km al giorno!

Quel recinto è come una condanna all’ergastolo per un innocente che non ha mai aggredito nessuno – sedato e castrato, è comprensibile che #M49 abbia cercato nuovamente la libertà.

E’ la prova evidente di una gestione fallimentare da parte della Provincia di Trento, che non deve in nessun modo ricadere sulla vita di M49.

Gli orsi hanno tutto il diritto di vivere in piena libertà, siamo noi umani a doverci adattare alla loro presenza favorendo la convivenza.”

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