Gussago, Brescia. Una bussola per orientarsi in tempi contemporanei, ma guardando al futuro. Il prossimo appuntamento organizzato da Rinascimento Culturale, il festival che porta il nome dell’omonima associazione sotto la direzione artistica e organizzativa di Alberto Albertini e Fabio Piovanelli, punta infatti sull’innovazione. Ospite della prima puntata di questa stagione di FuoriFestival! sarà infatti la biologa e direttore del centro di micro-biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera, Barbara Mazzolai, attesa presso la Sala Civica Togni del Comune di Gussago la sera del 30 gennaio prossimo alle ore 20.45.

Nell’evoluzione delle piante, nella loro capacità di adattarsi e crescere in base all’ambiente che le circonda, sta il segreto del futuro e forse della salvezza del nostro Pianeta, nell’incontro con Barbara Mazzolai dal titolo “La natura geniale cambierà il mondo: i robot del futuro e le piante” si parlerà proprio di questo. Barbara Mazzolai, nell’ambito del programma europeo FET (Future and Emerging Technologies), ha coordinato il progetto che ha portato alla realizzazione del Plantoide, il primo robot al mondo ispirato alle radici delle piante, e oggi coordina il progetto europeo GrowBot, per trasformare la natura delle piante rampicanti in tecnologie e sostenibili.

La pianta a differenza di un animale non ha un centro di comando nel cervello ma un’intelligenza distribuita e si muove lentamente adattandosi alle condizioni del luogo in cui nasce: le radici, ad esempio, non hanno forme predeterminate ma si modificano in base a quello che incontrano sul loro percorso, così come, quando si taglia un prato, questo ricresce spontaneamente.

Il merito della biologa, inserita tra l’altro nel 2015 da Robohub, la comunità scientifica internazionale degli esperti di robotica, tra le 25 donne più geniali del settore, è stato pensare alla robotica in maniera innovativa progettando una nuova generazione di robot che prendono esempio proprio vita vegetale: robot che percepiscono gli stimoli esterni, quali gravità, pressione, umidità, ostacoli e che reagiscano in tempo reale. Robot che mettono radici, create appositamente mediante stampanti 3D e che decidano in base alle informazioni registrate ed elaborate quanto devono crescere e in quale direzione. Automi reagenti dalle applicazioni infinite (spaziali, per superare ostacoli ad esempio impossibili prendendo ad esempio le piante rampicanti, medicali, agricole).

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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