Verona – Arriva al Teatro Laboratorio (Ex Arsenale) lo spettacolo teatrale “La vedova scaltra” di Carlo Goldoni. Il 24 e 25 febbraio, alle ore 21.00. torna come evento speciale in occasione delle “due ultime sere di carnevale”. Il pubblico che lo desidera è invitato a venire “in maschera”. Al termine dello spettacolo, infatti, il palcoscenico si trasformerà in un salone per “un ballo in maschera”!

“La vedova scaltra”, scritta nel 1748, testo di passaggio tra la commedia delle maschere e la commedia di carattere, costituì una novità per il pubblico, non solo perché interamente scritta, ma anche per il nuovo modo di concepire i personaggi. Vi convivono le maschere della Commedia dell’Arte e i personaggi della realtà di tutti i giorni.

La commedia è giocata sull’astuzia di Rosaura che, indecisa tra quattro pretendenti che la coprono di attenzioni per avere la sua mano, escogita un piano per scoprire se i loro sentimenti nei suoi confronti sono davvero sinceri. Paradossalmente sarà proprio attraverso il mascheramento e la finzione che riuscirà a scoprire la verità. Trionfo della femminilità, donna forte e di carattere, pur nei toni e nei modi goldoniani, sa gestire con arguzia la situazione e riesce a capire con scaltrezza la verità. E’ una figura nella quale ci si può rispecchiare ancora oggi perché presenta quella sensibilità e quell’intuizione che appartengono all’universo femminile.

Sa ribellarsi al padre e si oppone alle nozze di convenienza della sorella. Rosaura, sospesa e in bilico per prendere la decisione giusta, ponte tra la commedia “vecchia” e il mondo nuovo, per sé “sceglie” di scegliere… scopre la mancanza di sincerità dei pretendenti per individuare alla fine l’unico che non le ha mentito, scegliendo la verità e la sincerità che ogni donna vorrebbe dal suo uomo.

L’allestimento, mantenendo intatto il testo e il linguaggio goldoniano, sottolinea il femminismo ante litteram e la modernità di Rosaura che si prende gioco dei “vizi” dei suoi pretendenti e attraversa i ponti delle varie epoche in un gioco teatrale che arriva ai nostri giorni per suggerire l’evoluzione della donna e lo smascheramento sia della menzogna che della macchina teatrale.