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Gattico, Reggio Emilia. La XIIIª edizione della Scuola di Paesaggio Emilio Sereni si svolgerà dal 24 al 28 agosto, concentrandosi quest’anno sul paesaggio delle aree interne al Bel Paese.

La Scuola di Paesaggio intitolata a Emilio Sereni, importante storico del paesaggio agrario italiano, è una delle più consolidate esperienze formative sui temi paesaggistici e si propone quale sede di elaborazione di linee strategiche per il governo del territorio. Allestita nella sede dell’Istituto Cervi, dove è conservato anche il patrimonio librario e archivistico di Sereni, essa costituisce una feconda occasione d’incontro fra università, scuola e governo del territorio. Con una impostazione pluridisciplinare, la Scuola è rivolta a coloro che sono impegnati nei diversi campi dell’istruzione e della formazione, della ricerca, dell’amministrazione pubblica, delle professioni, dei musei e dell’associazionismo culturale e ambientale.

L’edizione di quest’anno, dedicata al “Paesaggio delle aree interne”, riguarda la parte più estesa del territorio italiano, quella delle colline e delle montagne, dei fiumi e delle paludi, cioè tutte quelle realtà essenzialmente rurali che sono state marginalizzate dal processo di sviluppo dell’età contemporanea e che oggi tornano alla ribalta come contenitori di patrimonio, risorsa per il futuro e ambiti di sperimentazione di un nuovo rapporto tra uomo e natura, a sua volta generatore di paesaggio, di economia, di società.

La lettura dei caratteri e delle trasformazioni paesaggistiche, così come l’analisi della situazione attuale e la messa a fuoco delle prospettive future in termini di pianificazione e di una possibile rinascita territoriale, saranno i contenuti di fondo delle lezioni e dei laboratori, con l’obiettivo di contribuire alla la riconversione ecologica del Paese, per la quale proprio le aree interne potranno rappresentare luoghi di elaborazione e sperimentazione di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile, per un’economia circolare dove le sfide del lavoro, della transizione energetica e della produzione di beni e servizi ambientali non siano in contrapposizione e dove l’impronta ecologica sia più accettabile.

A questa visione strategica, alternativa e dinamica, saranno orientate le attività della Scuola, proponendo un metodo olistico e integrato indispensabile per la lettura dei fenomeni territoriali, per la loro comprensione e per la formulazione di scenari futuri. Le indicazioni scaturite dall’attività della Scuola confluiranno in un documento sintetico da proporre come ‘linee guida’ ai livelli istituzionali interessati e alla sfera dei decisori politici.