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Lardirago, Pavia – Ha attraversato otto secoli di storia il Castello di Lardirago – a pochi chilometri da Milano e da Pavia, in un punto di equilibrio tra la metropoli e la città universitaria – e da oggi, completamente restaurato, accoglierà attività di ricerca, divulgazione e didattica.

Da oltre 450 anni è di proprietà della Fondazione Ghislieri che, con il contributo di Cariplo, lo ha trasformato in centro culturale volto alla valorizzazione delle risorse del territorio circostante: ora il Castello ospita una nuova biblioteca, una mostra permanente e un Centro Studi.

Oltre 450 anni fa un antico Collegio “adottava” un castello ancora più antico, circondato dalle campagne e dalle tipiche risaie lombarde, risalente all’epoca viscontea (XIV secolo). Negli anni Novanta quello stesso Collegio ha avviato un progetto di restauro e riqualificazione del castello e oggi lo proietta nel futuro, rendendolo un nuovissimo centro aggregatore per eventi, convegni, biblioteche, mostre.

Può essere sintetizzato in questo modo il rapporto simbiotico che lega la storica Fondazione Ghislieri al trecentesco Castello di Lardirago, il cui ritorno alla piena funzionalità è stato reso possibile grazie a un radicale intervento di rinnovo sostenuto dalla Fondazione Cariplo.

Lunedì 27 settembre il Castello riapre ufficialmente le sue porte per un evento inaugurale riservato alle autorità, in attesa – a breve – di accogliere nuovamente il pubblico.

A partire dalle 16.30 vengono presentate le nuove attività e gli spazi rinnovati, con un saluto di Gian Arturo Ferrari, presidente della Fondazione Ghislieri e interventi di Andrea Belvedere, rettore del Collegio Ghislieri, Chiara Rindone, responsabile del progetto, Alessandro Maranesi, rettore vicario del Collegio e la ricercatrice all’Università Cà Foscari di Venezia Giulia Delogu. Il pomeriggio si chiude alle 19 con un concerto del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri.

Il Castello di Lardirago, bene vincolato dalla Soprintendenza, risale alla prima metà del XIV sec. Il complesso edilizio comprende il Castello vero e proprio e il Ricetto ubicato a sud del Castello, mentre sul lato di levante appare la Cascina Cortegrande, risalente al XVI-XVII.

La struttura del Castello è stata più volte rimodellata, in base ai differenti usi che si sono succeduti nei secoli. Si presenta come un edificio a pianta quadrata, in cui l’omogeneità delle forme è interrotta dalla presenza di una torre che si erge oltre il livello della copertura. Il piano terreno della torre racchiude la Cappella romanica di San Gervasio.

Il Castello presenta numerose stanze affrescate con decorazioni risalenti ai secoli in cui il castello era frequentato dagli agenti del monastero di San Pietro in Ciel d’Oro e poi dagli abati commendatari, che ne fecero una raffinata residenza da cui esercitare il controllo delle vaste proprietà agricole circostanti.

Tra le stanze, ora destinate ad ospitare meeting e ricevimenti, si segnala il lungo salone denominato dei Liocorni, ornato nella fascia sotto il soffitto ligneo da un lungo fregio in cui unicorni, leoni, putti alati si alternano con allusioni simboliche e moraleggianti.

L’obiettivo dell’opera di recupero portata avanti dalla Fondazione Ghislieri è quello di valorizzare la struttura, rinnovandola e destinandola ad attività innovative che risaltano i punti di forza logistici, estetici e culturali del Castello.

Come testimonianza del proprio secolare radicamento, il Castello ora ospita un originale percorso espositivo che si sviluppa attraverso un vasto materiale iconografico e offre una chiave di lettura per comprendere l’evoluzione che ha investito l’agricoltura e, conseguentemente, l’alimentazione tra il XVI e il XIX secolo.

L’architettura del Castello, l’area di Lardirago, le sue coltivazioni di riso, le mappe e il materiale documentario proveniente dall’Archivio del Collegio Ghislieri rappresentano segni e fonti in grado di creare un vero e proprio microcosmo che rivela com’è cambiato il rapporto fra uomo e territorio in Lombardia.

È stata allestita nel Castello una biblioteca dotata di una moderna sala di lettura e consultazione. Qui spicca una sezione dedicata ai temi di ricerca del Centro Studi sul Territorio: si tratta di una delle poche biblioteche che possa offrire una raccolta di testi sui temi dell’agricoltura e del paesaggio lombardo, della sua storia e della sua evoluzione.

La Biblioteca del Castello è una sezione della Biblioteca storica del Collegio Ghislieri, che coi suoi oltre centomila volumi (inclusi incunaboli, cinquecentine e seicentine) costituisce una delle più imponenti collezioni librarie private esistenti in Europa.

Per rafforzare ulteriormente il legame con il territorio circostante, è stato fondato il Centro Studi sul Territorio di Lardirago. Il Centro Studi promuove ricerche sull’area che circonda il Castello, la sua agricoltura, le sue tradizioni, la sua cucina e la sua storia.

Compito del Centro Studi è anche l’allestimento di mostre permanenti e temporanee, che valorizzino architetture e spazi dell’edificio e del territorio. La volontà di promuovere le ricerche sul territorio passa anche attraverso un contributo concreto: sono infatti state attivate borse di studio per giovani ricercatori, ed è contemplato il finanziamento della pubblicazione dei loro studi.