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Pescarolo ed Uniti (CR) – Convocata l’Assemblea dei Soci del Museo del Lino, per venerdì 22 aprile alle ore 21 presso la sala del Rattoppo, per un momento che dovrebbe essere importante per tutti i cittadini, in particolare legato alla conservazione della tradizione della cultura nel nostro territorio e la nostra Biblioteca, che ne è un punto cardine. Una convocazione attesa da tempo e finalmente arrivata.

Il ritardo nel fare questo passo da parte della Presidente Stefana Mariotti vista la situazione attuale e lo stato di difficoltà in cui ha versato il Museo per tutto il periodo della pandemia, è assolutamente comprensibile. Partendo dal promotore, il buon Casimiro Becchi, ha dato molto del Suo impegno, anche come Sindaco, unitamente ai suoi validissimi collaboratori, tra i quali, un ricordo inevitabile, va agli scomparsi Arisi Gianni e Calda Sergio. Purtroppo, come è scritto in sintesi anche nell’invito, una scelta dovuta, oltre che alla carenza di mezzi finanziari, anche all’invecchiamento del gruppo dirigente storico, sono state le dimissioni irreversibili. Anche in qualità di ex Sindaco, io stesso non posso che ricordare i positivi momenti trascorsi, con le scolaresche, per far conoscere la vita di un tempo e mi sento di affermare anche che un importante traccia di quel periodo può essere senz’altro rappresentata da quei disegni, che ancora resistono alle intemperie, sulla muraglia della scuola primaria di Pescarolo, nella parte verso l’area verde di via Roma.

Purtroppo vuoi la situazione condivisa, vuoi una certa linea politica che è stata seguita, vuoi per altri motivi non è stato facilitato l’ingresso di forze nuove, che potessero garantire un ricambio generazionale. Certamente una linea non condivisa da molti, che potesse essere una giustificazione di comodo, di fronte al fatto di non avere le capacità o forse meglio, la voglia di inserirsi. Comunque concordo che con il senno di poi son piene le fosse, come dice il detto, se non vado errato. Resta il fatto che quel gruppo ha fatto tanto, portando il nome di Pescarolo ed Uniti alla ribalta della cronaca regionale, e anche oltre.

Non è ammissibile gettare la spugna ora, d’altra parte non è neppure giustificato, dopo anche l’investimento di soldi pubblici, che la situazione del Museo debba proseguire nello stato di abbandono totale di questi anni ed era ora che i vari solleciti portassero a questo momento di incontro e discussione.

Di fronte ad una scelta legata a quanto previsto dallo statuto e cioè  l’ipotesi di scioglimento, che tutto il patrimonio diventasse di proprietà comunale, ora toccherà all’Assemblea dei soci, come è scritto nell’invito, rispondere al quesito “Vuoi che l’Associazione Museo del Lino rimanga in vita e continui la sua attività?” di fronte ad un eventuale ma improbabile ”SI “ si dovrebbe provvedere immediatamente alla costituzione di un nuovo Consiglio Direttivo in sostituzione del precedente dimissionario. Diversamente il Museo sarà posto in liquidazione e, per tramite dei liquidatori, che dovranno essere immediatamente individuati, si procederà all’inventario dell’intero patrimonio associativo, da devolvere al Comune di Pescarolo ed Uniti. Nell’invito si ricorda ai partecipanti il rispetto delle norme Anti-Covid19 in vigore al momento.

Ricordiamo in una breve sintesi che il Museo è stato nominato dalla stampa per la prima volta nel 1969 come “Civico o Museo storico del lavoro”. Il seguito è poi costellato da numerosi e interessanti momenti e dei quali ora noi ci limitiamo a fare una sintesi della parte iniziale. Da “La Provincia” del 3 marzo 1974 il corrispondente del tempo si chiedeva a quando la sistemazione del Museo. Dalla stessa nota si apprende che già in un numero del giornale locale ”El Falò”, edito a cura della Biblioteca Comunale, Gianni Arisi scriveva dell’allestimento di un Museo, ed era già al tempo Casimiro Becchi impegnato a raccogliere pezzi che rappresentassero 200 anni di vita e di lavoro a Pescarolo. Dalla stessa nota si evince inoltre che, in merito alla conservazione di quanto raccolto si costituì il primo Comitato, e che oltre allo stesso Becchi in qualità di Presidente, ne facevano parte Giacomo Marchini, Gianni Arisi, Sergio Calda, Francesco Ferrari e Aldo Del Ninno. Obiettivo primario: la stesura di un atto notarile con la collaborazione di un Notaio locale, il Dottor Chieffi, nel quale includere la donazione del materiale al Comune che, pur impegnandosi, rinviava l’esame del problema al dopo elezioni, unitamente alla sistemazione dei locali anche per la Biblioteca.

In quell’anno si provvide anche grazie ai fratelli Savaresi alla semina del Lino, che consentì la realizzazione di un filmato, dalla semina alla filatura del Lino. Lavoro che fu poi presentato in sala Consiglio il 21 marzo del 1974 e che portò poi ad una pubblicazione, che trovò spazio unitamente ad un plauso ai promotori, sulla pubblicazione della Camera di Commercio di Cremona che determinò l’erogazione di un sostanzioso contributo.

A conclusione, da parte nostra, l’auspicio che il Centro Culturale di via Mazzini, del quale fanno parte il Museo del Lino, il Museo della Bambola e dei giochi d’altri tempi e la Biblioteca, possa tornare, quanto prima alla sua completa funzionalità. Un tesoro che abbiamo e va valorizzato, con persone che ci credono, al momento giusto ed al posto giusto.