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Collebeato, Brescia. È partito il progetto Geometrie di Valle, per un Piano Integrato della Cultura in Valle Trompia. La Pro Loco Collebeato, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Collebeato, annuncia l’inaugurazione dei lavori di riqualificazione delle sale espositive polifunzionali di Palazzo Martinengo e lo fa con un forte messaggio culturale: mette in mostra alcune opere dell’artista bresciano Stefano Bombardieri che, sino a domenica 8 agosto, espone nei locali alcune delle sue sculture.

Tra i pezzi in esposizione è presente il modello in scala ridotta di “Monachesimo Armato”, l’installazione permanente situata a Collebeato, nel Parco delle Colline di Brescia, in terreno privato di proprietà dei fratelli Raccagni. L’opera è visitabile e raggiungibile solo a piedi in 10 minuti dopo aver parcheggiato l’autovettura nel parcheggio comunale presso la Scuola Secondaria in via G. Martinengo, oppure presso il parcheggio della Scuola Primaria con ingresso da via F. Albini. Camminare su via Martinengo verso via S. Caterina, al bivio per via Campiani prendere a sinistra la strada sterrata comunale.

Al piano primo saranno esposte anche immagini che documentano le fasi dell’installazione permanente, nella sala del camino saranno anche proiettati su schermo dei filmati che mostrano l’artista all’opera. Nel cortile di Palazzo Martinengo, vicino alle storiche piante di caco, è presente l’opera “Il peso del tempo sospeso” ad altezza giusta per un’immagine ricordo.

Stefano Bombardieri nasce nel 1968 a Brescia. Figlio di scultore, affianca gli studi artistici alla frequentazione, sin da giovane età, dello studio del padre, Remo Bombardieri, dove affina le sue conoscenze tecniche. Accanto alla realizzazione di sculture figurative, in prevalenza di grandi dimensioni, crea opere legate all’arte povera, all’arte concettuale e alla video-installazione.

La sua ricerca artistica si sviluppa sulla riflessione, non senza suggestioni filosofiche, di alcuni temi, quali il tempo e la sua percezione, l’esperienza del dolore nella cultura occidentale, l’uomo e il senso dell’esistenza. Il suo lavoro parte dalla realtà tangibile per giungere a mondi interiori, universi fantastici. A partire dagli anni Novanta espone in spazi pubblici e gallerie, prediligendo il dialogo tra opera e spazio urbano.

Con il progetto Geometrie di Valle si intende recuperare e rimarcare molteplici relazioni presenti sul territorio, tra ambienti naturali e siti antropizzati, e tra questi con le attività che generano, valorizzare i patrimoni materiali, immateriali ed i percorsi che sono la principale traccia e testimonianza di questa connessione. Proporre nuove letture, approcci e frequentazioni.