Brescia. Non ci stanno alla proposta di test a pagamanto i sindaci firmatari di una lettera indirizzata al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, chiedono che i test siano gratuiti per la mappatura del coronavirus. I sindaci firmatari rappresentano paesi tra i più colpiti dal virus e che, dopo i lutti, il soccorso alle fasce più deboli e un’infinità di problemi scaturisti con la pandemia, ora devono fare i conti con l’emergenza economica e lavorativa dei propri cittadini. Non se la sentono di caricare di ulteriore spesa la cittadinanza per avere una mappatura del virus durante la ripartenza.

“L’emergenza Covid-19 ha lasciato nelle nostre comunità ferite che ancora generano tanta paura, soprattutto di un suo violento ritorno, col suo carico di solitudine, sofferenza e morte.”

Si legge nella lettera: “A fronte dei recenti provvedimenti che di fatto hanno revocato le misure di “lockdown”, per contrastare la diffusione del virus è oggi ancor più necessario individuare le persone affette e positive al virus, mediante l’esecuzione del tampone e ricercare i contatti, da sottoporre anch’essi a test virologico, oltre naturalmente l’isolamento individuale e il distanziamento sociale per il periodo di verifica.

Sappiamo ormai che l’individuazione precoce dei soggetti positivi al virus è tanto più difficile quando questi risultano essere totalmente asintomatici e quindi rischiano di sfuggire agli interventi già posti in essere in numero significativo dalle Autorità sanitarie competenti.

La popolazione cui è importante riferire la misura di salute pubblica del tampone è, quindi, oltre quella dei sintomatici e dei contatti, quella dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi pubblici essenziali e di tutte le categorie che svolgono lavori in condizioni di vicinanza stretta, fatto salvo sempre l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali e collettivi.”

“Il primo dei tre grandi livelli nei quali si articolano i LEA è la Prevenzione collettiva e sanità pubblica, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli: in particolare nel nostro caso la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali.

Se così è, non vi è dubbio che il servizio sanitario sia tenuto a garantire a tutti i cittadini e le cittadine, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, il tampone nasofaringeo. Non così per i test sierologici, siano essi qualitativi o quantitativi, che sappiamo avere una valenza prevalentemente epidemiologica, per capire come si è diffuso e si diffonde il virus e quindi per capire lo stato di immunità, seppure non permanente, della nostra popolazione.

In tal senso non si mette in discussione che i suddetti test sierologici siano effettuati a pagamento, qualora l’iniziativa volta alla loro effettuazione sia del tutto individuale o privata, sostanzialmente per avere contezza dell’essere o meno venuti a contatto con il virus.

Nondimeno l’obbligo, a nostro parere, giustamente imposto dalla delibera di Regione Lombardia n. 3131 del 12 maggio scorso, di effettuazione del tampone nasofaringeo, nel caso di esito positivo del test sierologico, con onere economico totalmente a carico della persona, confligge con la previsione che tale misura rientri, come detto, nei LEA e quindi, lo si ribadisce, deve essere messo a disposizione del cittadino gratuitamente o dietro pagamento di ticket.”

I sindaci cocludono: “Chiediamo, in sintesi, che Regione Lombardia, attraverso i servizi epidemiologici delle ATS, continui e ampli ove possibile gli studi epidemiologici e statistici in corso, che permettano di capire cosa e come è accaduto ciò che tutti noi abbiamo dovuto gestire, e che monitori costantemente la popolazione fornendo strumenti di immediato intervento.

Chiediamo, infine, che il diritto alla salute delle persone venga garantito anche dalla effettuazione del tampone nasofaringeo tramite il servizio sanitario, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket, anche laddove tale esame sia conseguente all’autonoma scelta di privati cittadini di sottoporsi a test sierologico.”

letteraSindaciCovid-sottoscrizioni