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Ecco uno dei testi fondamentali del vegetarianesimo. Qui LevTolstoj spiega perché non bisogna mangiare più gli animali, né la carne di qualsiasi essere a cui sia stata tolta la vita! E ciò per ragioni morali, per compassione, per pietà verso ogni essere vivente.

“Sono contento di aver cominciato a compatire i polli, i montoni, i conigli, e non li mangio
né li desidero, sono contento di compatire i topi, e li lascio scappare, invece di ammazzarli, e sarò contento quando compatirò le zanzare e le pulci”.

Per l’autore la compassione è una delle più preziose facoltà dell’anima umana, provandola per le sofferenze di altri esseri viventi l’uomo dimentica se stesso e comprende che cosa sia l’infelicità, divenendo un tutt’uno con essi.

“E’ orribile! Non la sofferenza e la morte
degli animali sono orribili, ma il fatto che l’uomo, senza nessuna necessità, fa tacere in sé il sentimento elevato di simpatia e di compassione verso esseri viventi come lui, e diventa crudele, facendo violenza a se stesso. Eppure come è profonda nel cuore dell’uomo l’idea del divieto di uccidere un altro essere vivente”.

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