Plan de Corones, Brunico, Bolzano. Bisogna “arrampicarsi” sino in alta quota per raggiungere Lumen, un museo nido d’aquila , spettacolare, educativo ed emozionante ai 2275 m di quota sulla cima di Plan de Corones, il Lumen Museum propone un concept innovativo che colloca la montagna al centro della fotografia, dell’architettura e dell’arte culinaria. 1800 mq di superficie espositiva da raggiungersi in funivia, per un’esperienza culturale unica e coinvolgente nel cuore delle Dolomiti, dove vivere la montagna in tutti i sensi.

La fotografia come strumento di comunicazione in un percorso che narra la montagna secondo molteplici prospettive: questo il concept primordiale di Lumen, l’originale spazio espositivo nato da un’idea dell’Archivio fotografico e di documentazione del Tirolo (TAP). Dall’esordio della fotografia ai fotografi alpinisti: il museo propone un viaggio tra oggetti rari, attrezzature, scatti d’epoca e personaggi storici.

Il termine fotografia deriva del greco phos, ovvero luce, e graphein ovvero scrivere: letteralmente “scrivere con la luce”. Un processo oggi nascosto dietro il semplice gesto di scattare un’istantanea, smartphone alla mano, ma che affonda le radici all’inizio dell’Ottocento per evolversi da strumento scientifico a vero e proprio mezzo di comunicazione e arte. La fotografia di montagna, in particolare, vede il suo sviluppo parallelamente a quello dell’alpinismo, accompagnando l’uomo nella scoperta di territori inesplorati. Un viaggio che il museo ripercorre rispolverando cimeli, oggetti rari e una raccolta di documentazioni e scatti d’epoca di grande valore scientifico e culturale.

I racconti narrano di spedizioni estremamente complesse e straordinarie con carichi che arrivavano a pesare fino a 250 kg per portare con sé tutta la strumentazione necessaria: dagli apparecchi alle lastre, senza dimenticare prodotti e contenitori chimici utili all’impressione e allo sviluppo dell’immagine. Al terzo e ultimo piano del Lumen, punto di partenza ideale per la visita dell’intero spazio espositivo, l’affascinante storia della fotografia di montagna viene fatta rivivere attraverso sezioni tecniche e narrative, imperdibili per gli appassionati dell’obiettivo e alla portata di chiunque.

La sezione Zaino raccoglie inoltre alcuni scatti fotografici e strumenti legati alle spedizioni e ai viaggi: un vero e proprio excursus d’altri tempi che ritrae carovane di uomini salire i monti con l’attrezzatura in spalla, mettendone in luce abbigliamento, tecniche e attrezzi al giorno d’oggi desueti e dimenticati.

Ultimo, ma non per importanza, in questa sezione del museo, lo spazio dedicato al Wall of Fame che omaggia i fotografi alpinisti, pionieri della fotografia di montagna. Personalità come i fratelli Bisson, Joseph Tairraz, Bernhard Johannes, Jules Beck e Vittorio Sella che per primi si sono spinti in alto con l’obiettivo di fotografare i paesaggi montani, dando il loro prezioso contributo anche alla storia, alla geologia e alla scienza.

Un omaggio alla montagna in tutte le sue sfaccettature che coinvolge anche personalità del calibro di Reinhold Messner, icona dell’alpinismo, in una struttura architettonica dinamica e moderna, concepita in sintonia con il paesaggio circostante e frutto di progetto di recupero dell’ex stazione a monte della funivia Plan de Corones, a cura dell’architetto Gerhard Mahlknecht e con l’allestimento di Giò Forma. Qui il panorama mozzafiato!