Mantova – Il programma delle celebrazioni per il V centenario della scomparsa di Raffaello Sanzio vede protagonista anche la città di Mantova, dove esiste una preziosa testimonianza del genio urbinate.

Il ciclo degli arazzi con le Storie dei Santi Pietro e Paolo conservato a Palazzo Ducale fu infatti realizzato nelle Fiandre a partire dai cartoni preparatori realizzati dalla bottega di Raffaello: questi enormi fogli dipinti commissionati da papa Leone X, in parte conservati al Victoria & Albert Museum di Londra, servirono a realizzare il celebre ciclo destinato a ornare le pareti della Cappella Sistina in Vaticano.

L’edizione mantovana, che segue cronologicamente l’editio princeps romana, è dunque un’opera di straordinario pregio, certamente tra i pezzi più costosi e prestigiosi della portentosa collezione d’arte dei Gonzaga.

La mostra presenta una serie di documenti legati alla storia del ciclo, dall’acquisto da parte di Ercole Gonzaga fino alle più recenti vicende novecentesche.

Tra questi due estremi si collocano la destinazione prima al Duomo cittadino, quindi alla Basilica Palatina di Santa Barbara, l’allestimento tardo-settecentesco, con la ristrutturazione dell’Appartamento Verde a opera dell’architetto neoclassico Paolo Pozzo e infine gli accadimenti tra Otto e Novecento, quando gli arazzi furono trasferiti in Austria e poi riportati in Italia grazie alle attività diplomatiche seguite alla Prima Guerra Mondiale.

Nella cosiddetta cappellina sarà messo in evidenza il rapporto tra Raffaello e i Gonzaga: i signori di Mantova, da attenti appassionati d’arte, corteggiarono a lungo l’artista cercando con insistenza di ottenere una sua opera autografa. Il rapporto con l’antico è il fulcro della preziosa lettera – scritta da Baldessar Castiglione e indirizzata da Raffaello a papa Leone X – che sarà esposta in mostra e che è conservata all’Archivio di Stato di Mantova.

Questo eccezionale documento permette di riflettere su molteplici tematiche che vanno dall’Antichità, alla genesi del concetto moderno di tutela del patrimonio fino alla pratica del disegno, con l’espressione di un preciso metodo di rappresentazione dell’architettura.

La lettera, inoltre, è espressione dell’amicizia e della consonanza intellettuale tra due grandi protagonisti dell’epoca, Raffaello e Baldassarre Castiglione.

Da luglio 2020 sugli arazzi di Palazzo Ducale è stato avviato un intervento conservativo che permetterà non solo di recuperare una migliore leggibilità delle opere e di apprezzarne appieno l’altissima qualità ma costituirà un elemento centrale per la mostra.

In via del tutto eccezionale infatti, durante il periodo di apertura sarà data al pubblico la possibilità di assistere dal vivo ai lavori attraverso il “cantiere di restauro aperto” allestito nella Sala dello Specchio.

Sarà come ‘toccare con mano’ la complessità di questi manufatti e delle attenzioni conservative che richiedono. Per approfondire questi aspetti legati ai processi di realizzazione sono previste attività didattiche e laboratoriali dedicate alle famiglie e alle scuole.