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Lovere, Bergamo. Riparte l’Accademia di belle arti Tadini, in occasione del bicentenario della morte di Napoleone propone la mostra “Napoleone. L’eco del mito” che durerà fino al 27 giugno.

L’insieme di opere proposte fanno parte della collezione dell’Accademia Tadini e uniscono materiali presenti in Galleria, nell’Archivio storico e in Biblioteca: i busti di Napoleone primo console e del Generale Moreau in porcellana, della manifattura di Sèvres, acquistati a Parigi nel 1802, una selezione di medaglie e il busto in marmo di Napoleone affiancano libri e documenti.

Il percorso espositivo, allestito nella Biblioteca storica dell’Accademia Tadini, si articola in due sezioni: l’omaggio poetico del conte Luigi Tadini e dei suoi contemporanei, che passa dalla celebrazione delle vittorie a considerazioni sulle sconfitte, e l’interpretazione postuma del mito di Napoleone in chiave risorgimentale.

La prima sezione ruota intorno agli anni della Repubblica Cisalpina, poi Repubblica Italiana e Regno d’Italia. L’adesione dei Tadini al nuovo sistema politico, o forse l’omaggio alla genialità di Napoleone, trova espressione nei sonetti a stampa dedicati all’imperatore e a sua moglie, composti in occasione dell’incoronazione milanese del 1805, della quale si espone anche il programma.

Il recupero e l’interpretazione del mito di Napoleone in chiave risorgimentale, invece, rappresenta le linee guida della seconda parte dell’esposizione, dedicata a due singolari figure di sacerdoti e patrioti loveresi, don Paolo Macario, dal 1832 direttore dello Stabilimento di belle arti Tadini e don Giovanni Conti, di poco più giovane, legato al primo dalla condivisione di ideali politici.

Proprio la figura di don Paolo Macario fa da trait-d’union con l’esposizione dedicata a Walter Scott, programmata per l’autunno 2021; è lui infatti il responsabile dell’acquisto di una serie di romanzi storici e della vita di Napoleone dello stesso Scott a stampa.

 “L’intera mostra permette di rivivere il mito dell’Imperatore, integrandone l’iconografia presente nella nostra Galleria. Siamo molto lieti di proporre ai nostri visitatori un racconto affascinate e ricco di spunti che rievoca, in un modo così ricco, l’Imperatore Napoleone”, afferma il direttore Marco Albertario.