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Si è conclusa la migrazione autunnale per le colonie di riproduzione a nord delle Alpi. Circa 120 uccelli si trovano nella zona di svernamento in Toscana presso l’Oasi WWF Laguna di Orbetello, mentre altri 40 uccelli sono sparsi tra la Toscana e il margine meridionale delle Alpi. Gli ultimi ibis sono in volo verso il comune sito di svernamento, anche se un numero sempre crescente di individui sverna più a nord. Questo progressivo accorciamento della distanza migratoria che si verifica in parte della popolazione è un fenomeno noto anche in altre specie, molto probabilmente dovuto al riscaldamento globale causato dai cambiamenti climatici.Quest’anno i ricercatori hanno notato un’altra conseguenza del riscaldamento globale. Circa 20 uccelli delle colonie di Burghausen e Kuchl sono rimasti a nord delle Alpi fino a dicembre. Nel 2014 si era vissuta una situazione simile: in quell’anno si sono persi una parte significativa di uccelli.

Visto che l’inverno non fa sconti, con le nevicate copiose dei giorni scorsi e il gelo, i ricercatori del progetto Waldrappteam hanno deciso di dare un “passaggio” ai ritardatari, pigroni rimasti lungo la rotta migratoria nella valle dell’Inn e a sud della città di Salisburgo, complice il mite fine autunno. Gli adulti sono stati rilasciati a Bolzano, perché conoscono il percorso migratorio e hanno continuato a migrare più a sud. I giovani inesperti sono invece stati trasferiti direttamente nel sito di svernamento in Toscana.

A causa delle condizioni ambientali in rapido cambiamento, tali eventi si ripeteranno molto probabilmente anche nei prossimi anni. Come indicato dalle simulazioni, la popolazione sempre più numerosa non sarà messa in pericolo da questi eventi i ricercatori hanno deciso di ridimensionare le misure di emergenza in futuro. Per ora, queste misure sono ancora fattibili e giustificate.

Quest’anno non è stato possibile mettere in atto una migrazione guidata dall’uomo, causa covid19, per rilasciare altri giovani, tuttavia la popolazione è aumentata da 142 individui alla fine del 2019 a circa 160 individui alla fine di quest’anno. Ciò è dovuto principalmente a 27 giovani svezzati a Burghausen e Kuchl e all’integrazione di altri 39 giovani della colonia riproduttiva di Rosegg, in Carinzia, nella popolazione selvatica. La popolazione è ora composta da quattro colonie riproduttive, Burghausen in Baviera e Kuchl a Salisburgo (circa 80 uccelli), Überlingen nel Baden-Württemberg (circa 40 uccelli) e Rosegg in Carinzia (circa 40 uccelli).

Inoltre, un uccello giovane proveniente del centro di ricerca Konrad-Lorenz in Alta Austria e tre giovani della colonia di Fagagna, Friuli-Venezia Giulia, entrambe colonie sedentarie in volo libero, si sono uniti al gruppo che sverna in Toscana.

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