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Lograto, Bassa Bresciana. Non tutti sanno che l’economia circolare può essere una buona prassi alla portata di tutti, non tutti sanno che l’economia circolare può essere una scelta generativa di prossimità e di inclusione. Non tutti sanno che la gestione dei rifiuti può fare la vera differenza.

Nasce in questi giorni il “Banco del riuso nella Pianura” proprio durante e nonostante questo periodo di clausura. O forse è proprio in questo periodo in cui la pandemia ha generato sacche di povertà che l’iniziativa del Banco divine prezioso bene comune. Un progetto di coprogettazione territoriale promossa da Fondazione Cogeme,  grazie ad un finanziamento di Regione Lombardia, ha dato via al progetto denominato “Corto circuito – La solidarietà passa dal Banco” con l’obiettivo di coniugare i temi della sostenibilità ambientale, riduzione degli sprechi e delle eccedenze, ai bisogni sociali prioritari come l’accesso al cibo, il sostegno al reddito, e altre sinergie solidali.

In questa sfida sono stati coinvolti alcuni fra i migliori interlocutori tecnici e istituzionali della Provincia di Brescia fra cui la Cooperativa Cauto, l’Associazione RIUSO3, Associazione Maremosso, Cascina Clarabella e altre realtà patrocinanti: Coldiretti, Consorzio in rete, Fondazione BBO, Cooperativa Palazzolese, che in corso d’opera avranno un ruolo importante nella gestione del “Banco” sul territorio di Lograto, Maclodio e Berlingo con l’obiettivo di soddisfare tutto il distretto della bassa bresciana occidentale.

Il Banco del Riuso nella Pianura ha sede a Lograto presso un locale concesso in comodato dalla Fondazione Morando. L’obiettivo è quello di redistribuire sul territorio beni di prima necessità, in particolar modo alimentari, e valorizzare il lavoro di comunità nonché il Banco come punto di interscambio tra cittadini e reattività sociale delle comunità coinvolte. Tutto in un’ottica di creare un sistema di prassi virtuose verso una economia circolare.“Oltre alla parte di scambio oggetti e servizi, azioni tipiche del progetto del Banco” racconta Carlo Piantoni presidente dell’associazione riuso3 “grazie al finanziamento di Regione Lombardia, siamo riusciti a implementare un servizio dedicato all’accesso al cibo, tema emergente in questo 2020 inasprito anche dalla pandemia. Il Banco sarà un nuovo punto di raccolta, stoccaggio e distribuzione che dialogherà con l’associazione Maremosso e con altre realtà come ad esempio Coldiretti Brescia, e altre piccolo associazioni locali come Caritas, GAS, etc. per riuscire ad intercettare derrate alimentari o surplus così da poterli ridistribuire il più rapidamente possibile.

Già siamo riusciti ad essere operativi, ad esempio tramite l’iniziativa “pacchi della solidarietà” dedicata al recupero del cibo e lanciata da Coldiretti Brescia la scorsa primavera. Il Banco del riuso diverrà punto di riferimento sul territorio attraverso gli scambi coniugando i temi della sostenibilità ambientale e riduzione degli sprechi. L’obiettivo è quello di redistribuire sul territorio beni di prima necessità, in particolar modo alimentari, e valorizzare il lavoro di comunità.”

Per comprendere il meccanismo una premessa è  necessaria: la normativa in vigore (Art. 183 del D.lgs. n. 152/2006; Art.3 Direttiva CE 98/2008) definisce Rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.” Un oggetto diventa rifiuto nel momento in cui il detentore ha intenzione di liberarsene. Un oggetto quindi diventa rifiuto attraverso la modalità di conferimento possibile per il detentore, sia che l’oggetto sia logoro, sia che l’oggetto sia nuovo. Nel momento in cui questo bene entra nel centro di raccolta o in un impianto autorizzato, il gestore è obbligato a trattarlo come rifiuto appunto destinandolo al riciclo o allo smaltimento.

Ecco che, grazie ad una scelta consapevole, i cittadini vengono messi nella condizione di poter ridurre i rifiuti allungando la vita degli oggetti. Ed ecco che l’economia circolare genera inclusione sociale, riduzione dei costi sociali, bene comune: valorizzazione di risorse altrimenti scartate; valorizzazione di persone con gravi difficoltà grazie ad adeguati percorsi di inserimento lavorativo.

Il Banco del riuso nella Pianura sarà un nuovo punto di presidio sul territorio per quanto riguarda il cibo e una serie di politiche attive orientate alla riduzione dei rifiuti attraverso proposte di scambio e recupero di beni materiali ancora in buono stato. Una nuova vita alle cose e un impatto sociale per promuovere un benessere diffuso, strutturando modalità solidali e di cooperazione utili a creare un nuovo equilibrio sociale e ambientale, grazie ai piccoli passi dettati da concrete azioni di scambio.