Tempo di lettura: 2 minuti

Parma. È online il nuovo sito web dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Look rinnovato nella grafica, riorganizzato in modo intuitivo per facilitare la consultazione, arricchito nei contenuti che si rivolgono sia agli studiosi che agli appassionati della materia verdiana, si può consultare all’indirizzo www.studiverdiani.it.

Nato nel 1959 per iniziativa di Mario Medici, musicologo modenese appassionato della figura di Giuseppe Verdi, l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani nel giro di pochissimo tempo assunse una propria identità istituzionale ottenendo il patrocinio dell’Unesco il 25 febbraio 1960. Ora consultabile on line, grazie al sostegno di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna, il sito rappresenta uno degli strumenti messi in campo dall’ Istituto per strutturare la comunicazione al pubblico. «Tra gli obiettivi di mandato dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, accanto all’attività di studio, di ricerca e di valorizzazione della figura e dell’opera di Giuseppe Verdi, c’è quello della comunicazione. – osserva Luigi Ferrari, presidente dell’INSV – Il nuovo sito, realizzato con l’intento di far conoscere le nostre iniziative e le nostre risorse alla città e al mondo della musica, sul panorama nazionale e internazionale, è il primo passo in questa direzione».

La pagina web è a disposizione in due lingue, italiano e inglese: «una scelta mirata, – sottolinea Alessandro Roccatagliati, direttore del comitato scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani – perché l’Istituto ha una vocazione internazionale ed è da sempre punto di riferimento per gli studiosi verdiani di tutto il mondo. Nel nuovo sito il nostro catalogo librario viene presentato e sviscerato nel dettaglio, con una sezione dedicata a tutte le pubblicazioni realizzate dagli anni Sessanta a oggi. Dal punto di vista degli studiosi, non c’è dubbio che la sezione più ghiotta sarà quella degli archivi digitali su cui, più avanti nel corso dell’anno, si potranno consultare online i materiali raccolti nei nostri quattro archivi fondamentali: la corrispondenza verdiana, l’iconografia verdiana, la fonografia storica verdiana e l’archivio visivo degli allestimenti verdiani».

A fianco delle pagine rivolte a studiosi e utenti della biblioteca e degli archivi, la sezione “Progetti” offre una raccolta di contenuti multimediali: «è proprio con questi che intendiamo aprirci agli appassionati. – spiega Jessica Anelli, segretario generale dell’INSV – Stiamo realizzando una serie di video comunicativi e freschi, ideati dal nostro segretario scientifico Giuseppe Martini, che si rivolgono a un pubblico molto variegato, mettendo in luce aspetti inediti dell’universo verdiano.

Quanto all’identità culturale e agli scopi, tutto era già definito fin dall’inizio della fondazione dell’Istituto: approfondire, tutelare e valorizzare l’opera e la figura di Giuseppe Verdi, diffondendone la conoscenza sia a livello specialistico sia al grande pubblico, con il contributo di studiosi italiani e stranieri.