Guastalla (Reggio Emilia) – Torna la mostra mercato conPIANTE E ANIMALI PERDUTI 160c esposizioni di fiori e piante antiche, animali domestici e d’allevamento in via d’estinzione, a trasformare i portici seicenteschi di Guastalla in un giardino sorprendente, dove il profumo ormai sconosciuto di fiori dimenticati porta alla scoperta di frutti e piante salvate dalla passione dei collezionisti: sofisticate orchidee, vasche di loto, rose, dalie, cocosmie, iris… presenze immancabili nei giardini storici italiani, per un weekend affiancano frutti ormai desueti, ma dal sapore intenso come il biricoccolo, nespole, giuggiole, le introvabili pera briaca detta anche cocomerina, dalla polpa zuccherina e rossa, come se fosse imbevuta di vino, la succosa pera mora di Faenza, la mela Calvilla giunta dalla Germania nel XVI secolo e la Renetta Champagne, coltivata in Francia dal 1700.

Alle spalle di Palazzo Gonzaga nel cuore della città, una vera e propria fattoria accogliegalli, galline, oche, anatre, capre, pecore, colombi, asini, cavalli, e vacche di antiche razze e l’arena frequentata da selezionati mattinieri per il concorso di canto da gallo, un serrato confronto di virtuosismi canori! E poi spazio per le attività dedicate ai più piccoli con antichi giochi di strada, animazioni e viaggi in compagnia di docili asinelle. Non mancano mercati per i cultori delle cose del passato, laboratori per riscoprire arti antiche (dalla tessitura alle dimostrazioni pratiche di utilizzo della lana, dall’intreccio del salice alla pigiatura dell’uva) e start up dal cuore verde.

PIANTE E ANIMALI PERDUTI 235La manifestazione emiliana simbolo della biodiversità nel 2014 presenta anche alcune significative novità: ricordando come Guastalla fosse terra di transumanza vengono presentati filmati che riprendono scene di vita pastorale evocando il ciclo delle stagioni, il legame tra uomo e animale, il viaggio transfontaliero con le mandrie di bovini e i greggi di pecore che per secoli ha unito terre e genti diverse.

Piante e animali perduti” è lo scenario ideale per scoprire il fascino di antiche collezioni di fiori oltre a piante acquatiche e fitodepuratrici. Si parlerà di giardini “da mangiar”e, di giardini perduti delle antiche corti, di piante rare, del gusto di frutti ormai desueti come il melo campanino, il melo decio, il cotogno, il pero nobile.

Non mancherà lo spazio per gli animali di preziose razze purtroppo in via d’estinzione. Oltre al focus speciale sui colombi, che a Reggio Emilia già dall’Ottocento si affermarono nella varietà di colombo cravattaio o reggianino, parente del triganino di Modena, saranno ricordate la pecora cornella, la vacca rossa, il cavallo del Ventasso), la pecora cornella bianca, le pecore cornigliesi, i suini neri, i tacchini di Parma e Piacenza e il gallo nero dell Val di Vara.

RETTA VIA 160Sabato (a partire dalle ore 15.30), è in programma l’incontro dedicato agli agricoltori custodi dell’agrobiodiversità vegetale emiliana e a La Retta via degli Arbori et Animali Antichi. Gli agricoltori custodi sono agricoltori-allevatori impegnati a garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimoniodelle antiche varietà vegetali e razze animali esposte al rischio di estinzione a causa della bassa resa o di difficoltà particolari nel processo di produzione. Sono quasi 70 le specie individuate nell’ambito di Arca Regia, progetto promosso dall’Assessorato all’agricoltura della Provincia, al termine del  meticoloso allestimento del Catalogo di piante e animali dell’agro biodiversità reggiana.

TABARRO 235Piante e Animali Perduti fa rivivere anche le tradizioni del territorio con iniziative curiose e particolari, come la consolidata presenza a Guastalla degli amanti del tabarro che propone una sfilata e la presentazione lungo le strade di Guastalla della “Confraternita del Tabarro degli Antichi Dominii Estensi“, associazione per la promozione e tutela del patrimonio culturale immateriale presente sul territorio. Semplice mantello di panno, nel Trecento il tabarro veniva indossato, sotto il mantello, da medici e magistrati. Dopo l’aggiunta del cappuccio, nel ‘500, ebbe nel ‘700, all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, visse il momento di massimo splendore.

Considerato “demodé” con l’avvento del cappotto e vessato dal fascismo (alcune prefetture arrivarono a limitarne, quando non a vietarne l’uso), continuò ad essere indossato fino agli anni cinquanta del Novecento in Emilia-Romagna e in tutta la pianura padana. Da alcuni anni, è tornato di moda grazie alla collaborazione di “Piante e animali perduti” con Arki, boutique e sartoria da sempre alla ricerca di indumenti originali e accessori originali e all’apporto convinto di aziende che hanno fatto del Tabarro il portabandiera di prodotti particolari tesi al recupero della tradizione.

La manifestazione è anche grande mercato di sementi e ortaggi,PIANTE E ANIMALI PERDUTI 160 esposizione e vendita di prodotti tipici, sagra degli antichi sapori con specialità agroalimentari e genuine prelibatezze. Nel corso di “The dark side of the food” sarà messo a punto un manuale di autodifesa del consumatore, mentre con la tenzone “Strutto Struggente”, supportata da una ricerca storica, dibattiti e degustazioni, si intende valorizzare la specialità nota a Reggio Emilia e Modena come gnocco fritto, a Parma torta fritta, a Bologna crescentina. Imperdibile,inoltre, il “Palio di San Lucio”, una sfida a colpi di Parmigiano-Reggiano su cui veglierà il Santo protettore dei casari. A scegliere il migliore tra i diversi tipi di Parmigiano-Reggiano, una giuria di esperti che sceglierà tra le forme proposte dai diversi comuni attorno al Po: Parma, Reggio, Mantova e Modena.

Oltre le esposizioni e il mercato, l’evento è da considerare anche un punto di incontro e di confronto per operatori, studiosi e istituzioni che condividono l’interesse per la ricerca e la salvaguardia della biodiversità e delle peculiarità territoriali locali. Nel corso della manifestazione per tutti sarà infatti possibile prender parte a molti appuntamenti dedicati all’universo rurale, al green e all’agrobiodiversità vegetale e animale.