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L’Italia ha raggiunto nel 2020 la soglia dei 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti d’imballaggio in vetro raccolti, recuperati e avviati a riciclo in un anno: +2,6% rispetto al 2019.

Il tasso di riciclo degli imballaggi di vetro ha raggiunto il 78,6%, con un ulteriore balzo in avanti rispetto al già lusinghiero 77,3% dell’anno precedente.

È quanto emerso, in occasione della Giornata mondiale del Riciclo che si celebra il 18 marzo, dai dati sulla raccolta del vetro di CoReVe, il Consorzio nazionale responsabile del raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano.

“I dati che abbiamo raccolto sono indubbiamente positivi e incoraggianti ma se si guarda il tasso di raccolta a livello regionale, vediamo notevoli differenze territoriali che mostrano un’Italia a due velocità. È necessario dunque fare un ulteriore sforzo verso l’Italia centro-meridionale in termini di infrastrutture e di sensibilizzazione – spiega Gianni Scotti, Presidente di CoReVe – Inoltre, nonostante gli sforzi e gli investimenti in innovazione tecnologica, la qualità di ciò che finisce nelle campane ha ancora grandi margini di miglioramento: lo scarto finale tra vetro raccolto e quello effettivamente riciclato è, infatti, ancora sopra il 10%. E’ possibile fare di più, ma soprattutto è possibile fare meglio”

L’impiego di materiale riciclato al posto delle materie prime all’interno dell’industria vetraria dell’imballaggio ha consentito di risparmiare nel 2020 energia equivalente a 2,5 milioni di barili di petrolio.

Si tratta di una cifra pari a circa 385 milioni di m3 di gas metano, quanto, cioè, consumano le famiglie di una città da 1,5 milioni di abitanti.
Grazie all’incremento delle quantità totali riciclate in vetreria è stato possibile risparmiare 3,7 milioni di tonnellate di materie prime vergini per la produzione di nuove bottiglie e vasetti.

Si è inoltre avuta una riduzione di emissioni di Co2 in atmosfera di 2,2 milioni di tonnellate: come se fossero state eliminate dalla circolazione circa 1,5 milioni di utilitarie Euro 6 circolanti per un anno, con percorrenza media di 15.000 km per i soli costi diretti in vetreria. Così facendo, vengono sottratte alle discariche tonnellate di rifiuti evitando agli italiani costi per circa 320 milioni di euro in mancati costi di discarica.

CoReVe nel 2020 ha versato ai 7.414 comuni convenzionati, direttamente o tramite i gestori delegati del servizio, oltre 86 milioni di euro di corrispettivi economici per la raccolta differenziata del vetro.

Dal 2016 a oggi, le oltre 570mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in vetro raccolte in più e quindi sottratte alle discariche e riciclate in nuove bottiglie e vasetti, grazie alla raccolta differenziata e all’impegno dei cittadini, hanno determinato un incremento dei benefici economici per i Comuni italiani che, solo negli ultimi cinque anni, è pari a circa 160 milioni di euro dati dai ricavi derivanti dai maggiori corrispettivi riconosciuti da CoReVe , alle amministrazioni locali e ai gestori del servizio, cui si aggiungono i risparmi per i mancati oneri di smaltimento in discarica (127 mln €) .

CoReVe, che opera all’interno del sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), è il Consorzio nazionale responsabile del raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano.