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“Ogni giorno nel mondo 175 mila bambini e ragazzi si connettono per la prima volta nella loro vita a Internet: in media, uno ogni mezzo secondo. I minorenni oggi vivono in sempre più connessi e in un mondo sempre più digitalizzato.

A seconda delle loro età hanno bisogno di forme diverse di supporto, consapevolezza e libertà. Per questo in occasione del Safer Internet Day oggi abbiamo lanciato la versione italiana del Commento n. 25 con l’obiettivo di fornire uno strumento utile alla protezione dei minorenni in rete, affinché vengano rispettati i loro diritti – come ricevere informazioni corrette sui rischi e i pericoli online – e per facilitare un adeguamento delle politiche e delle normative che li vedono protagonisti in relazione all’ambiente digitale”.

Così spiega Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia.

In occasione del Safer Internet Day 2022 l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), il Comitato Interministeriale per i Diritti umani (CIDU) e l’UNICEF Italia hanno tradotto e pubblicato il Commento generale n. 25 “Sui diritti dei minorenni in relazione all’ambiente digitale” del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia.

Il documento è affiancato da una versione child friendly la cui traduzione in italiano è stata arricchita dalle riflessioni di alcuni giovani della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia e di Younicef, il movimento dei giovani volontari di UNICEF Italia. Il Commento è completato da un glossario ed è scaricabile da oggi sui rispettivi siti.

“Il Commento generale n. 25 – osserva l’Autorità garante Carla Garlatti – valorizza il digitale come opportunità per la realizzazione dei diritti dei minorenni e raccomanda misure per tutelarli dai rischi. Non contiene indicazioni soltanto sull’utilizzo dei social o della rete, ma investe ogni aspetto della vita di bambini e ragazzi: tempo libero, salute e benessere, vulnerabilità, giustizia minorile, migrazioni e istruzione.

Per questo è fondamentale che il Governo, il Parlamento e tutte le istituzioni lo recepiscano e attuino le raccomandazioni che esso formula. Infatti, garantire un accesso consapevole al digitale può aiutare i minori a esercitare i loro diritti civili, politici, culturali, economici e sociali. Come ricorda il Comitato, se l’inclusione digitale non viene raggiunta, è probabile che le diseguaglianze esistenti aumentino e che ne possano nascere di nuove”.

“Con questo ulteriore contributo rafforziamo gli strumenti a disposizione delle istituzioni, delle associazioni, degli operatori tutti a favore della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia con i Commenti generali fornisce delle indicazioni per il rispetto dello spirito e della lettera della Convenzione ONU anche su nuove tematiche, come quella dell’ambiente digitale, ambiti non esistenti all’epoca della sua stesura, più di trenta anni fa.

È per questo che, grazie alla permanente collaborazione con l’AGIA e il Comitato italiano per l’UNICEF, permettiamo alla Convenzione di essere sempre attuale anche in Italia, traducendo e diffondendo i contributi del Comitato ONU ma anche elaborando delle versioni child friendly che intendono contribuire a rendere i bambini e gli adolescenti soggetti protagonisti nell’attuazione dei loro diritti”, dichiara il Ministro Plenipotenziario Fabrizio Petri, presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) e Inviato Speciale per i Diritti Umani delle persone LGBTIQ+.