Cremona. La memoria e il teatro sono portati in scena in una imperdibile performance al Teatro Ponchielli il 7, l’8 e il 9 febbraio, dedicata alla straordinaria figura dello scrittore Primo Levi, interpretato da un superbo Andrea Argentieri vincitore del Premio Ubu 2019 Miglior Attore o Performer Under 35.

Se questo è Levi è un incontro “in prima persona” con il grande uomo di pensiero, punteggiato in tre tappe attorno alla sua opera:

venerdì 7 febbraio ore 19.00, 20.00 e 21.00, Sala Rosa del Ridotto, “Se questo è un uomo
sabato 8 febbraio ore 19.30 e 21.00 Palcoscenico del Teatro, “Il sistema periodico
domenica 9 febbraio ore 20.30 Palcoscenico del Teatro “I sommersi e i salvati

A partire dai documenti audio e video delle teche Rai, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i toni, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione.

Tre luoghi simbolici sono stati individuati in cui incontrare lo scrittore: uno studio privato, un’aula magna e la sala di un consiglio Comunale. Ognuno di questi tre luoghi esprime una domanda diversa in relazione a tre differenti opere di Levi: Se questo è un uomo, Il sistema periodico, I sommersi e i salvati. Il rapporto più intimo tra Levi e la scrittura, la necessità vitale della testimonianza, il rapporto col padre e la famiglia, la sua appartenenza alla cultura ebraica; la relazione di una vita tra chimica e scrittura, la dignità del lavoro e la funzione comunitaria della letteratura, la necessità pubblica di un racconto che possegga la trasparenza scientifica di un processo chimico; il tema del giudizio, l’interrogazione sulla necessità della sospensione dell’odio a favore di una curiosità analitica entomologica.

Grazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, Andrea Argentieri compone un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza?

Se questo è Levi è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore.

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