Nonostante molti eventi siano stati cancellati per via del Coronavirus, torna la Pesticide Action Week, Settimana internazionale contro i Pesticidi, una mobilitazione europea che, con il mondo chiuso, si farà sentire soprattutto on line, fortemente sostenuta da Slow Food dalla sua fondazione impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi.

In questi giorni fino al 30 marzo, sono dunque dedicati alla informazione sul tema dei pesticidi chimici ed evidenziare i pericoli che l’uso di queste sostanze provoca alla nostra salute e al nostro ambiente.

Da oltre 20 anni l’organizzazione francese “Generations Futures” lavora sulla questione dei pesticidi chimici e della loro nocività. Ogni anno, all’inizio della primavera, chiama a raccolta cittadini, organizzazioni e attori istituzionali, riunendo più di 50 partner a livello internazionale, tra cui Slow Food.

L’argomento è strettamente collegato, perché gli insetti impollinatori, tra cui le api appunto, stanno scomparendo a causa dei pesticidi.

Le api svolgono un compito fondamentale per la biodiversità e l’agricoltura. Sono parte integrante del nostro sistema alimentare perché impollinano le piante coltivate che finiscono come cibo sulle nostre tavole. E stanno scomparendo. Tra le cause più importanti ci sono appunto i pesticidi, largamente utilizzati da decenni nei sistemi agricoli convenzionali senza tenere conto delle conseguenze dirette e indirette sull’ambiente.Salviamo le api e gli agricoltori, articolo che Popolis ha pubblicato nel febbraio scorso, per una raccolta firme per chiedere alla Commissione Europea di avanzare proposte di legge per:
• eliminare i pesticidi sintetici entro il 2035: abolire gradualmente i pesticidi sintetici dall’agricoltura europea dell’80% entro il 2030, iniziando da quelli più pericolosi, per arrivare al 100% entro il 2035;
• ripristinare la biodiversità: ricreare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole in modo che l’agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità;
• sostenere gli agricoltori nella transizione: riformare l’agricoltura dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, favorendo il rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche; promuovendo una formazione e una ricerca indipendenti in materia di pesticidi e di agricoltura senza OGM, che mettano al centro le esigenze dei contadini.

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1 commento

  1. Una transizione piú veloce sarebbe necessaria.Vedrei immorale un eventuale smaltimento delle scorte nei campi, (o, peggio, nel “terzo mondo” Vorrei chiarezza sullo smaltimento.
    Per le api, battaglia sacrosanta, e non solo per loro, per le rondini ad esempio, anche i campi elettromagnetici sono fortemente dannosi se non addirittura esiziali .Fanno perdere l’ orientamento (fonte: ISDE, Medici per l’ambiente).

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