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Parma. Tre artiste, Claudia Losi, Paola Mattioli e Sissi, si sono date appuntamento negli spazi dell’Abbazia di Valserena per la creazione di opere inedite, ispirate ad alcune importanti collezioni del territorio parmense e in parte realizzate in collaborazione con alcune aziende tessili del territorio. A cura di Francesca Zanella e Valentina Rossi la mostra “ Storie di fili” rimarrà aperta dell’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC – Centro Studi e Archivio dell’Università di Parma sino al 25 settembre.

Le “storie di fili” indagate nel corso di questi due anni sono storie di un patrimonio complesso, beni intangibili e conoscenze di cui si sta perdendo memoria, una topografia di luoghi del passato e del presente collegati al concetto di abito, inteso come oggetto e come progetto. Lo CSAC dell’Università di Parma, capofila del progetto, ha invitato le tre artiste a realizzare una nuova produzione, partendo da una riflessione sul patrimonio dello CSAC e di altri musei partner come i Musei dell’Università di Parma, nello specifico l’Orto Botanico e il Museo di Storia Naturale, e la Fondazione Museo Glauco Lombardi.

In occasione della mostra, Sissi espone per la prima volta la serie di disegni Vestirsi nel tempo, realizzati appositamente per la pubblicazione Abitolario: esistenza enciclopedica dell’abito nel verso linguisticato (Il Poligrafo, 2021), nata nell’ambito di STORIE DI FILI. Nella prima fase del progetto biennale, Sissi aveva già prodotto – in collaborazione con le aziende Equipage e Maglificio Nuova Ester del Gruppo Imprese Artigiane di Parma e con Parmamoda – tre abiti scultura, esposti nel 2021 a Palazzo Pigorini nella sezione “Corpi e processi” della mostra dello CSAC Design! Oggetti, processi, esperienze.

La pratica artistica di Claudia Losi parte dall’osservazione dell’ambiente, naturale e antropizzato, indaga la relazione profonda tra narrazione collettiva e immaginario attraverso progetti pluridisciplinari e di collaborazione. In questo caso, l’artista ha focalizzato la sua ricerca sul fondo dello CSAC di Bruno Munari, elaborando una serie di opere che sono state completate dall’incontro con i ragazzi e le ragazze della Cooperativa Eidè, in occasione di un workshop presso l’Orto Botanico dell’Università di Parma. In mostra, vedremo sei grandi opere dal titolo Pelle di bosco (2022), realizzate in collaborazione con il Maglificio Nuova Ester, che, come fronde di alberi, si caleranno nello spazio dell’Abbazia cistercense di Valserena.

La fotografa Paola Mattioli ha invece lavorato trasversalmente, catturando con la sua Hasselblad le “storie di fili” che scorrevano tra i diversi patrimoni dello CSAC e delle istituzioni partner. L’idea di filo, nel progetto fotografico di Mattioli, viene declinata in differenti forme: dal filo reale, quello utilizzato per tessere e creare indumenti, al filo figurato, concettuale, che ripercorre i tesori custoditi all’interno degli

archivi CSAC, della Fondazione Museo Glauco Lombardi e del Museo di Storia naturale dell’Università di Parma. Il risultato sono trenta scatti inediti che, lungo il percorso espositivo della mostra, riveleranno la complessità e la ricchezza di tali patrimoni.

Parallelamente alla mostra, nel percorso recentemente inaugurato l’Archivio dal vivo, che si snoda all’interno dell’Abbazia di Valserena ridisegnando completamente gli ambienti dell’archivio CSAC, saranno esposti alcuni documenti progettuali tratti dai fondi da cui le artiste hanno tratto ispirazione. Per l’occasione sarà pubblicato il libro Storie di fili, edito dal Poligrafo.