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Parigi in bicicletta? Si può fare. Nonostante il traffico caotico, i bus, le moto, la stizza di qualche parigino doc ingabbiato nel caos troppe ore al giorno.

Parigi in bicicletta non è pericolosa. Certo i parigini non sono i belgi o i londinesi, hanno più fretta (sempre) e meno pazienza (sempre). E spesso i più intolleranti sono i pedoni.

Ma alla fine i 20-25 chilometri di una domenica di sole da Montmatre al Bois de Boulogne, non potranno che restarvi nel cuore.

Una delle stazioni delle bici parigine
Una delle stazioni delle bici parigine

Un percorso facile, quasi tutto in piano (a parte l’ultimo tratto nel rientro), che attraversa il grande parco, costeggia laghetti e prati, corre lungo la Senna là dove le barche si trasformano in affascinanti case galleggianti, incrocia le Gallerie Lafayette, circumnaviga l’Arc du Trionphe, scorre veloce sugli Champs Elisée, si riposa per un attimo a place de la Concorde, si ferma stupito davanti alle vele prodigiose della Fondazione Luois Vitton.

Tappa d’obbligo, fra l’andata e il ritorno, la Fondazione Good Planet appena fuori Longchamp: quasi 4 ettari con un castello nel mezzo dove l’ecologia si sposa con l’umanesimo. Un luogo speciale voluto nel 2005 da un grande e visionario fotografo, Yann Arthus-Bertrand, e che è qui a Longchamp grazie al Comune di Parigi che ha concesso questi spazi alla fondazione per i prossimi 30 anni.

Il castello che ospita la Fondazione Good Planet nel Bois de Boulogne
Il castello che ospita la Fondazione Good Planet nel Bois de Boulogne

Dopo essersi riposati fra una mostra, un succo di frutta biologica e un laboratorio, si ritorna verso il centro costeggiando per un po’ la Senna.

Procurarsi una bicicletta a Parigi è molto facile grazie al Velib un servizio di noleggio biciclette attivo dal 2007 e che ha riscontrato sin da subito un successo enorme e rivoluzionando il trasporto pubblico cittadino.

Ogni giorno ci sono a disposizione oltre 20mila biciclette in circa 1800 stazioni per una rete capillare e ben strutturata in tutta la città e nei comuni vicini. Si può noleggiare la bici per poche ore, tutto il giorno, una settimana oppure un anno intero, prendendola in una stazione e lasciandola in un’altra.

Insomma, Parigi ha una gran voglia di bici e di piste ciclabili. L’amministrazione ha stanziato 150 milioni di euro per dotarsi di una rete di super piste ciclabili entro il 2020.

Le piste ciclabili di Parigi
Le piste ciclabili di Parigi

Il piano si chiama Réseau express vélo (rete espressa per biciclette) il cui acronimo è REVe, che in francese significa anche sogno. Per realizzare un piano del genere ci vogliono principalmente due cose: soldi e un pizzico di coraggio.

Un percorso ciclabile come quello che va da Quai de la Rapée a Place de la Bastille significa togliere 500 metri di strada da riqualificare per il solo passaggio delle biciclette sulla pista e di pedoni sui marciapiedi. Ovvero: auto, moto, bus e pedoni devono cedere un po’ di spazio alle bici.

L’obiettivo finale di questo piano è di triplicare a Parigi l’attuale tasso di utilizzo di bici per gli spostamenti, passando dal 5 al 15 per cento.

Le meravigliose vele della Fondazione Louis Vuitton
Le meravigliose vele della Fondazione Louis Vuitton

Per chi vuole visitare Parigi in bicicletta e ha paura a improvvisare, si può affidare al Paris Bike Tour e a numerosi percorsi ciclo-pedonali dedicati agli appassionati: dalla semplice passeggiata lungo la Senna al tour completo di tutta la città e con diversi livelli di difficoltà.

Il percorso ciclabile il più semplice resta quello che costeggia la Senna: la rive droite infatti da qualche anno è chiusa a macchine e moto. Una passeggiata di circa 10 km da Parc de Bercy  fino alla Torre Eiffel attraversando l’Ile de la Cité e incrociando la Cattedrale di Notre Dame.

Ai veri appassionati (quelli in forma però) consigliamo l’Avenue Verte, un percorso straordinario che arriva fino a Londra: 406 km per un itinerario indimenticabile, lento e sostenibile.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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