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Mantova. Ad aprile sulle rive del Po è nato un nuovo bosco, volontari, soci e amici del Festivaletteratura di si sono riuniti a Dosolo (MN) per piantare un bosco fluviale, iniziativa che nasce da un percorso di consapevolezza intrapreso dal festival, che lo sta portando sempre più ad armonizzare necessità organizzative e sostenibilità ambientale.

Hanno piantato 1300 alberi e arbusti di 13 diverse specie diverse, un’iniziativa che unisce la rinaturazione dell’ecosistema fluviale alla compensazione delle emissioni prodotte dalla manifestazione. Il progetto fa parte di un piano di azione ambientale integrale, che agisce non solo sui contenuti del Festival, ma anche su numerosi aspetti logistici e organizzativi.

Dal 2011, con il progetto Consapevolezza Verde, Festivaletteratura propone all’interno del programma, incontri e iniziative su temi ambientali, coinvolgendo grandi protagonisti del dibattito sull’ecologia. Nel 2021 per la prima volta, grazie all’esperienza maturata attraverso il progetto europeo C-Change, tutte queste azioni sono state messe a sistema in un piano di azione ambientale integrale, che agisce non solo sui contenuti del Festival, ma anche su numerosi aspetti logistici e organizzativi. Accanto all’attenzione alle forniture energetiche, all’eliminazione delle plastiche monouso, alla limitazione degli sprechi di carta, una speciale importanza viene data alla promozione della mobilità sostenibile, con l’avvio di collaborazioni con le istituzioni locali per la creazione di parcheggi scambiatori integrati con il trasporto pubblico o progettando percorsi ciclabili sicuri.

Con la creazione del bosco, Festivaletteratura aggiunge un tassello al suo piano d’azione: quello del restauro ecologico e della parziale compensazione delle emissioni.
Sabato 9 aprile, la giornata di piantumazione che ha coinvolto soci e volontari di Festivaletteratura, ha portato alla nascita, in un’area demaniale in riva al Po nel comune mantovano di Dosolo, di un nuovo bosco fluviale con 1300 nuove piante, appartenenti a 13 specie diverse.

L’area, di circa un ettaro, ha accolto 975 nuovi alberi, tra pioppi bianchi e neri, farnie, frassini, olmi e ontani, che andranno a costituire una formazione boschiva tipica della bassa pianura, e 325 arbusti, che grazie alle fioriture e alla produzione abbondante di bacche svolgeranno un ruolo utile per gli insetti impollinatori e la fauna selvatica.
Il bosco genererà diversi benefici ambientali, tra cui un progressivo assorbimento di CO2: in base ai dati scientifici attualmente disponibili, si stima che tra le 300 e 400 tonnellate di gas climalteranti verranno sequestrati dall’atmosfera e fissati nel legno e nel suolo.

Per i primi cinque anni, periodo cruciale per il suo sviluppo, il festival si occuperà anche di risarcimenti (sostituzione delle piante morte nei primi due anni), lavorazioni del suolo e controllo delle specie erbacee invasive, dell’irrigazione di soccorso nel periodo estivo, della pulizia e asportazione degli shelter protettivi, e della potatura di formazione.

Quello che è nato in questi giorni in riva al Po non è l’unico progetto di riforestazione, nei prossimi mesi Festivaletteratura parteciperà infatti al progetto con il quale il Comune di Mantova riqualificherà un’area verde nel quartiere di Valletta Valsecchi.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.