Tempo di lettura: 2 minuti

Nei primi giorni di maggio, in tutta Europa Slow Food, dà il via alla Flower Bomb Challenge, tradotto “una bomba di fiori”. L’idea è di costruire le nostre “bombe di fiori” (un mix di semi di fiori selvatici, argilla e terra) da spargere in giro, in giardino, in campagna, nei parchi e dovunque ci sia terra dove possano crescere.

È un gioco ma che ha uno scopo ben preciso: “Abbiamo cercato un modo divertente per mantenere alta l’attenzione e sensibilizzare sul drammatico declino degli impollinatori e della biodiversità in Europa. Con l’aiuto di tutte e tutti vorremmo coinvolgere più persone possibili a fare quanto in loro potere per salvare gli impollinatori e gli ecosistemi da cui dipendono per sopravvivere.” Dicono da Slow Food.

Un invito a partecipare perché come dicono le sagge parole di Margaret Atwood, poetessa, scrittrice e ambientalista canadese, «In primavera, alla fine della giornata, il nostro corpo dovrebbe odorare di terra».

Gli insetti impollinatori (farfalle, api, bombi, ecc.) sono fondamentali: diffondono biodiversità e hanno un ruolo fondamentale per la crescita della maggior parte delle colture da cui dipende la nostra alimentazione. Senza di loro, un gran numero di specie vegetali e animali selvatiche e coltivate non esisterebbe più. Eppure, le monocolture industriali e l’uso di pesticidi tossici stanno decimando le colonie di api e impollinatori.

Per questo Slow Food si è fatta promotrice dell’Iniziativa dei cittadini europei Salviamo le api e gli agricoltori. Per raccogliere almeno un milione di firme, allora le istituzioni europee saranno obbligate a rispondere alle richieste di vietare i pesticidi sintetici, ripristinare la biodiversità e aiutare gli agricoltori nella transizione verso un sistema agricolo ecologico.

Costruisci la tua “bomba di fiori”! Divertenti e facili da realizzare, le bombe di fiori sono una dichiarazione forte: raccontano il nostro desiderio di veder rifiorire la natura, anche nei luoghi più inaspettati. Possono infatti essere utilizzate nel giardino di casa, ma anche per rinverdire le aree urbane abbandonate (rotatorie trascurate, aiuole e fioriere ecc.); possono essere lanciate ovunque, purché ci sia del terreno.

Mentre spargono fiori in punti spogli e creano sacche di bellezza, aiutano a creare habitat per gli impollinatori, che hanno disperatamente bisogno di uno spazio più accogliente per sopravvivere. Una rivoluzione nel palmo delle nostre mani, naturalmente, questo gioco avrà successo se in tanti parteciperanno. E l’ invito è di formare una grande comunità di guardiani della biodiversità e spargere semi ovunque!

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.