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Acquarello, aristocrazia della pittura, per la raffinatezza con la quale quest’interpretazione artistica esercita la lievità di una sintesi espressiva, raggiunta elevandosi nella mediazione cromatica sostanziata dall’acqua, secondo una delicata rappresentazione complessiva.

Una esemplificazione di tale codifica è proposta all’Aab, l’Associazione Artisti Bresciani, di Brescia, attraverso un’iniziativa espositiva che prelude la conclusione dell’estate del 2021, nel merito di una mostra collettiva di tale affascinante tecnica compositiva, allestita, con le opere di sette differenti autrici, in vicolo delle Stelle 4, fino al 14 settembre.

Giorno di chiusura, il lunedì, mentre le altre giornate osservano l’orario tradizionale di apertura che è abituale per questo cenacolo d’appassionati d’arte, compreso dalle ore 16 alle ore 19:30.

Grazie all’allestimento di Corrado Venturini dell’Aab, la ricca sequenza degli acquerelli esposti contraddistingue lo spazio dell’intera sala del “Romanino”, ambiente a nucleo fondamentale della sede cittadina del sodalizio organizzatore, principiando, dall’ingresso, ad esibire, con le opere dell’insegnante di acquerello, Adriana Buggino, i manufatti delle artiste rappresentative di questa esposizione, profilando il loro contributo in quell’ordine alfabetico che, neanche a farlo apposta, vede, per una caratterizzazione riferita al cognome, proporsi per prima la docente delle altre autrici, confluite, insieme a lei, a dare spessore all’evento in questione.

Oltre ad Adriana Buggino, partecipano, a dare corpo ai numerosi acquerelli che coniugano fattualmente la terza mostra alle attività dell’Aab intercorse dopo il fermo imposto dalla nota pandemia da Covid-19, anche le artiste Donatella Corrias, Giulia Migliorati, Oriella Savoldi, Paola Gorini, Pinuccia Brini e Rina Salvetti.

Ciascuna ha un proprio racconto d’arte personale, rispettivamente sperimentato in condivisi temi ricorrenti, come scenari di paesaggi e di natura adamantina, nella quale appaiono anche fiori e gentili altre soggettivazioni, spese su contesti suggestivamente evanescenti, ma anche distinguendosi con applicazioni esercitate, pure, su ispirazioni legate al territorio bresciano, come, ad esempio, in alcune ambientazioni dedicate, per il tramite della affascinante poetica dell’acquerello, alla città di Brescia, con più di una produzione significativa del suo castello, ma anche del duomo e della torre del Broletto, per non tacere anche di uno scenario espresso ad estemporanea interpretazione di quanto, su via Musei, costituisce l’immagine locale più emblematica dell’epoca romana.

Latitano le figure umane, in quella soluzione tematica che comunque, nonostante questo aspetto che sembra sorvolare tale comune connotazione d’insediamento dell’uomo, nel soverchiante paradigma del reale, vede valorizzato in mostra un ritratto a firma di Pinuccia (Brini), con il suo acquerello dal titolo “Viso”, e consente anche di apprezzare, sul posto, un’altra analoga fattezza espressiva, invece, realizzata da Adriana Buglino, mentre, nella composita somma selezionata delle opere, raccolte in mostra, si offre l’impressione che, da esse, dal formato di dimensioni per altro omogenee, quasi vogliano prevalere quelle tonalità che, dal blu, vanno all’azzurro, per una sorta di filo conduttore, implicito e non dichiarato dell’esposizione, pur non trascurando altre compenetrazioni cromatiche, come, ad esempio, su altre più calde accentuazioni, il percepibile vigore della luce che accende, su manifestazioni solari, l’impatto coloristico di amene rappresentazioni.

Al di là di questi aspetti, per Adriana Buglino, trattasi dellatecnica DCLA: Dipingere Con l’Acqua. DCLA è un modo di dipingere che è andato perfezionandosi in tanti anni di ricerca, di esercizio, affidandomi al “gioco” con l’acqua e il colore, scoprendo il divertimento di abbandonarmi alle fusioni, di seguire le creazioni dell’acqua e di trovare veri tesori in una macchia. Giuste quantità di acqua e di pigmento offrono la gioia di effetti unici e irripetibili. Ingredienti e tempi diversi si interazione possono fare la differenza, ma la principale protagonista è sempre l’acqua nel suo fluire naturale e imprevedibile. (…)”.

A queste considerazioni, insieme ad altre, pubblicate in uno stampato divulgativo della manifestazione, fanno da eco quelle, invece, proposte dalle altre artiste che, unitamente alla loro insegnante, sono protagoniste di questa mostra collettiva, secondo una diretta comunicativa, che, in assenza, questa volta, di una mirata edizione a monografia o a catalogo, solitamente resa disponibile dall’Aab, si esplicano, in ogni caso, alla possibilità di una traccia scritta, in altro modo confermata, dalla disponibilità di una lettura, nel merito di quanto da loro esibito, nella corale iniziativa d’arte visiva, promossa dal sodalizio organizzatore.

In questa autentica gamma esperienziale, può costituire un possibile messaggio che unisce le varie stilistiche individuali dell’esposizione, per un’ulteriore immersione nelle opere esposte, come pure per un contatto con l’incedere creativo di chi le ha ispirate, quanto risulta, in pari fonte, sottoscritto da Paola Gorini a riguardo dell’acquerello: “(…) Un’arte che per me è immediatezza, è essere lì, interamente, anima e corpo, nell’istante in cui le emozioni prendono colore sulla carta. Mi commuove, mi esalta il contatto del colore con l’acqua, riservandomi ogni volta delle sorprese, serenità e senso di libertà”.