Monti Sibillini – Benedetto e sua sorella Scolastica sono nati nel cuore dei monti Sibillini, a Norcia. Dei due santi rimane il tracciato della casa natale (se è quella) sotto la chiesa dedicata al santo fondatore del più grande, e potente, ordine monastico.

Ci sono passato qualche giorno fa a Norcia. Una manciata di chilometri dall’epicentro del terremoto che ha sconvolto queste terre di grande bellezza e pace. Anche qui, leggo, i danni ci sono stati.  La basilica è stata danneggiata. Alcune case sono crollate- Ma almeno non ci sono state vittime.

A Norcia, 17 chilometri in linea d’aria dall’epicentro, dopo i terremoti del 1979 e del 1997, le case sono state ricostruite con sistemi antisismici. E hanno tenuto. Un esempio virtuoso, leggo oggi.

A Norcia pochi turisti si recano per onorare San Benedetto, patrono d’Europa. Quassù tra questi monti dalle antiche leggende i più fuggono per una giornata dalle spiagge infuocate per gustare salame dalle svariate forme e diversi gusti, prosciutto, salsicce e via dicendo. Norcia è il paradiso dei golosi di salumi e un “incubo” per i vegetariani!

San Benedetto passa in seconda scelta: la chiesa semplice che ricorda il Santo la si visita dopo le decine di norcinerie, salumerie che ti accolgono all’entrata della cittadina e ti salutano quando esci. Profumi compresi.

Norcia
A Norcia, paese natale di San Benedetto

La speranza per un cinghiale o un maiale di uscire indenne dalla patria dei norcini è pressoché nulla. Santi e salumi hanno sostenuto l’economia di questo luogo circondato da monti, aspre gole, creste calcaree, altipiani dalle straordinarie fioriture, cime irte con l’antro dove si racconta vivesse la maga o la sibilla, che sono finiti nel parco istituito nel 1993 per preservare quest’angolo di Umbria insolito, lontano dalle città medioevali, monasteri e opere d’arte uniche.

Anche San Benedetto se ne andò per fondare il suo ordine. Qui sono rimasti gli abitanti a fare i conti con una natura aspra e difficile, monti deforestati già dal XVI secolo dal pascolo di migliaia di ovini e inverni rigidi.

Ancora oggi i paesaggi brulli, inquietanti nelle giornate di temporale o d’autunno sono la caratteristica di questi monti e valli dove il turismo stenta a decollare e le strutture ricettive sono una iniziativa famigliare o campeggi fai da te.

Una valle su tutte è il Pian Grande di Castelluccio di Norcia, a un’ora di tornanti dalla città del Santo. Un altipiano sconfinato, con il borgo di Castelluccio da sfondo in vetta ad un dirupo, in una visione tibetana.

Castelluccio di Norcia
Castelluccio di Norcia

C’ero passato un inverno di tanti anni fa, l’altipiano era spruzzato di neve. Dopo tanti anni nulla è cambiato, anche la esigua economia che da secoli si basa sulla coltivazione della lenticchia.

La fioritura di maggio richiama sull’altipiano negli ultimi tempi fotoamatori in cerca di scatti unici che se ne tornato a casa con fotografie colorate e un sacchetto delle pregiate lenticchie.

Castelluccio di Norcia
Arriva il temporale a Castelluccio di Norcia

Quest’anno ci capito in una giornata di tempesta e tuoni, nere nuvole basse che incutono al paesaggio ancor più fascino e struggente bellezza. L’altipiano richiama il lupo che è ritornato a ululare tra i monti della Sibilla, e ogni tanto scende sul Pian Grande dalla corona concentrica di monti che circondano l’altipiano a creare scompiglio nelle greggi .

Castelluccio di Norcia si trovava su una delle vie dei tratturi, un importante percorso di transumanza pastorale. Oggi l’aquila reale non vola, un vento gelido sferza la vallata, spazzando quel che resta dalla raccolta delle lenticchie.

norcinerie
La patria della norcineria

Nelle osterie del paese ci si trova dopo aver ricoverato le greggi al sicuro, dal vento e dai lupi. Le donne continuano nelle case la vagliatura delle lenticchie per preparare piccoli sacchetti da un chilo. Gli ultimi ritardatari, presi dalla pioggia, salgono le ripidissime vie del paese per ripararsi al sicuro nelle semplici abitazioni.

Io aspetto che cali la furia in un’osteria vicino al fuoco, con maglione e giacca a vento. E pensare che è ancora agosto.

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