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La carovana rosa del Giro di Italia si è già spinta ben 5 volte in territorio sloveno. Kranj, Bled, Portorose e Lubiana sono state tra le partenze e gli arrivi dei passaggi “sloveni”, e per due volte il percorso del Giro è passato da Brda.

In questo 2022 la 19° tappa, il 27 maggio, avrà inizio da Marano Lagunare per spingersi nella Valle dell’Isonzo, con passaggio a Kobarid (Caporetto) ed affrontare una delle salite più dure del percorso, quella del Kolovrat. Fino ad arrivare al Santuario di Castelmonte. Un passaggio importante, perché va a sottolineare con forza la peculiarità di un territorio dalla decisa vocazione ciclistica, amato dagli appassionati delle attività all’aria aperta, fortemente radicato nelle politiche di tutela ambientale e sostenibilità.

Ma anche da un passato, le cui vicende storiche risalenti alla Prima Guerra Mondiale, sono fortemente legate alle nostre e Caporetto (Kobarid) è la testimone più intensa e dolorosa di questo passato.

LA VALLE DELL’ISONZO E KOBARID

È tra le più amate destinazioni slovene. Un caleidoscopio di opportunità per gli amanti della storia, della natura e della buona tavola che qui tocca vertici di fama internazionale. Scopriamola insieme.

Iniziamo dalla storia. Sulla cresta del Kolovrat (1115 m), su cui salirà, in un’impegnativa e scenografica tappa di montagna, la Carovana Rosa, che collega l’italiana Benečija (Slavia veneta) con la Valle dell’Isonzo, durante la Prima guerra mondiale passava la terza linea di difesa dell’esercito italiano. Posti di vedetta, trincee, torrette d’artiglieria e caverne fanno parte di un museo transfrontaliero a cielo aperto con un’eccezionale vista sulla Valle dell’Isonzo.

Un luogo della memoria custode di una delle pagine più dure della nostra storia che rientra nel percorso del Sentiero della Pace, un tragitto turistico-escursionistico lungo oltre 520 chilometri che collega lo Stelvio alla Marmolada e unisce in un unico tracciato molti luoghi e località lungo la linea ideale del fronte italo-austriaco della Prima Guerra Mondiale.

Non si può pensare alla Prima Guerra Mondiale senza citare Kobarid (Caporetto). Il museo di Kobarid dedicato agli avvenimenti della Grande Guerra è una tappa immancabile (e indimenticabile): ha ricevuto il più alto riconoscimento nazionale in ambito museale, il premio del Consiglio d’Europa per i musei e la nomina per migliore museo europeo dell’anno. Il museo è centro della rappresentazione delle memorie del fronte isontino su scala slovena, europea e mondiale.

Presentazioni uniche del combattimento e della vita durante la guerra, oggetti dal fronte, materiale fotografico e proiezioni multi-visive, raccontano con sensibilità la storia di giorni pesanti e sanguinosi presso il fiume Isonzo (Soča), che furono anche ricordati da personalità celebri come Ernest Hemingway (in Addio alle Armi) ed Erwin Rommel.

Ma Kobarid ha raggiunto la ribalta mondiale anche per l’assoluta eccellenza gastronomica che le ha assicurato una delle sue massime ambasciatrici internazionali, quella Ana Roš, eletta nel 2017 migliore chef donna del mondo dalla classifica The World’s 50 Best Restaurants e che oggi gestisce “Casa Franko” con il marito Valter Kramar, maître e sommelier.

Nella cucina di Ana coesistono sia la sensibilità propria di una donna che la determinazione e la disciplina derivanti dalla sua formazione diplomatica. Infatti, la migliore chef donna al mondo non vanta un passato di tirocini e gavette nelle più grandi cucine stellate ma una formazione in Scienze Internazionali a Trieste. Nei suoi piatti troverete sensibilità e determinazione, ma anche continua ricerca e sperimentazione. Se le si chiede come sia possibile raggiungere un tale traguardo con una formazione da autodidatta la sua risposta è sempre una: “c’è solo una strada possibile: il duro lavoro, tanta motivazione e disciplina”.

Storia, gastronomia ma a far da sfondo e collante è una natura rigogliosa, forte ed energetica. La Valle dell’Isonzo è una delle più amate mete europee per l’outdoor, tra le più ricercate dagli amanti delle vacanze attive: kayak e rafting sul fiume Isonzo (Soča) sono tra le esperienze più amate. Ma qui la forza delle acque smeraldo del fiume si incontra e scontra con la roccia dando vita ad impressionanti canyon e scavando profondi tonfani che appassionano pescatori e bagnanti.

Chi ama il trekking o l’hiking, è possibile godere di un vasto ambiente di alta montagna e di sorprendenti panorami che spaziano dalle Alpi Giulie fino al mare Adriatico: i sentieri sono sempre in perfette condizioni, ben segnalati e, per questo, sempre più amati da ciclisti che in mountain bike o e-bike li percorrono scegliendo il diverso grado di difficoltà in base alla propria preparazione fisica e tecnica.

E chi è in cerca di adrenalina qui troverà di che sfogarsi: si vola in parapendio, ci si lancia col paracadute da un aereo o ci si lascia andare sulla più lunga zipline in acciaio di questa parte d’Europa!

LE ATTRAZIONI DA NON PERDERE NELLA VALLE DELL’ISONZO

GRANDE FORRA DEL SOČA

La giornata si colore di smeraldo nell’impressionante Grande Gola dell’Isonzo (Soča). La sua riva è caratterizzata da un susseguirsi di tonfani selvaggi posti in una gola levigata lunga 750 metri e molto stretta, che nella sua parte finale si apre in profonde piscine color smeraldo.

LA CASCATA KOZJAK

Alta 15 metri, si trova lungo la gola del torrente Kozjak, sopra il fiume Isonzo (Soča), non lontano da Kobarid (Caporetto). Questa popolare attrattiva naturale è un vero e proprio angolo di paradiso nascosto da pareti alte e buie, ricoperte di strati calcarei come nelle grotte carsiche. Si può raggiungere la cascata percorrendo un sentiero battuto caratterizzato da diversi ponticelli in legno e da una terrazza finale, da dove si apre una vista mistica sull’anfiteatro roccioso, la colonna d’acqua bianca e il verde tonfano ai suoi piedi.

LA FORTEZZA KLUZE

La possente fortezza sovrastante la forra del Koritnica, è una delle peculiarità culturali più visitate nella valle del Soča: un monumento importante dedicato a chi difese questo territorio dalle incursioni turche, dall’armata di Napoleone e dagli attacchi sferrati nella prima guerra mondiale.

 

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