Vivicittà si è corsa a Sarejevo, sotto le bombe; si è corsa nella Berlino del crollo del muro; si è corsa a Baghdad e a Korogocho, in Kenya nella discarica del mondo. Dal 1 aprile del 1984 “la corsa più grande del mondo” per ambiente, diritti, solidarietà non si è mai arrestata.

Sono passati molti anni e l’appuntamento con Vivicittà 2021 è soltanto rimandato a causa dell’emergenza Covid-19.

L’edizione in presenza di domenica 18 aprile è stata annullata ma l’Uisp, che con Legambiente hanno dato il via alla manifestazione, promette di esserci con un’edizione on line, proponendo collegamenti da tutta Italia capaci di raccontare la voglia di tornare presto allo sport per tutti, praticato in libertà e sicurezza.Il messaggio di Vivicittà è sempre attuale e l’obiettivo è quello di far partire una campagna di comunicazione nazionale che possa tenere aperto il dibattito pubblico sulla sofferenza e sull’importanza dello sport sociale, in attesa di poter tornare presto allo sport praticato. E proprio il profumo di quel 1 aprile di tanti anni fa ci è ancora accanto a farci compagnia, ad incoraggiarci perché la luce in fondo al tunnel arrivi presto!

Il presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce scrive: “lo scopo dell’iniziativa è quello di immaginare un percorso ideale che unisca tutti i territori della penisola, scegliendo una testimonianza per ogni Comitato Regionale, raccontando le difficoltà ma anche le tante esperienze, azioni, attività di vario genere che comunque si stanno realizzando nelle varie realtà locali”.

Nel 1984, insieme a Legambiente, l’Uisp lanciò una sfida: fare dei centri storici dei luoghi da vivere e da rilanciare. Quella sfida è ancora oggi valida. Così come quella della solidarietà internazionale: nel corso degli anni Vivicittà si è corsa ovunque il suo messaggio di pace fosse necessario.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.