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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Voglia di ricominciare: questo è lo spirito che abbiamo visto nell’impegno che ha animato la Dottoressa Del Ninno, nell’intervista che nei giorni scorsi ha avuto dalla cronista di Cremona 1 Silvia Galli .

L’occasione era legata alla presentazione dell’ultimo, importante pezzo arrivato ad arricchire l’interessante esposizione di bambole d’epoca che, grazie alla disponibilità del Sindaco Cominetti Graziano e al promotore di questa proposta, ha trovato ospitalità al primo piano dell’edificio della Biblioteca in via Mazzini a Pescarolo. Sono momenti che il sottoscritto non intende mai perdere per il proprio archivio personale e così ottenevo l’autorizzazione ad assistere alla presentazione, unitamente all’Assessore Marta Fiammetti.

L’ultimo pezzo centenario, nonostante la sua età avanzata, è arrivato a noi intero, con i suoi colori naturali e senza un graffio. Si tratta di un bambolotto di 42 cm prodotto dalla Schutz Marke, un prototipo dei primi bambolotti, dalle tipiche fattezze della razza ariana, che si presenta per fare una bagno nella tinozza, così descritto nella didascalia, tradotta dal tedesco, “bambola in piedi del 1900 giovane bambino completamente in celluloide, testa corpo e gambe in unico pezzo, con braccia movibili.Corpo di bambino robusto con pancino e sederino rotondetti, occhi disegnati , capelli modellati e bocca chiusa”.

Va ricordato che la bambola va a riempire una vetrina contenente oltre 100 bambole dando ulteriore valore ad una delle raccolte più ricche in Italia di bambole in celluloide. Un materiale entrato ormai a far parte della storia della bambola e oggi molto ricercato dai collezionisti in quanto non più in produzione dal 1950 quando la Germania, in considerazione della sua infiammabilità e tossicità, la mise fuori legge.

In merito rifaccciamo una breve sintesi del percorso della celluloide. La sua nascita è avvenuta per caso da alcuni esperimenti del chimico svizzero Christian Schonbein nel 1845, dopo avere osservato le reazioni provocate dal grembiule di cotone della moglie, usato per pulire degli acidi versati. Nacque così la nitrocellulosa che, mescolata con un insieme di canfora e alcol, diede origine alla celluloide nel 1869.

La prima produzione in serie fu fatta in Germania nel 1894 da una ditta dal nome complesso, ma comunemente chiamata “tartaruga”. Vani furono i tentativi di limitare l’infiammabilità e la tossicità del prodotto, tanto che, nonostante il ringiovanimento con il motto “un bimbo per ogni bambino” portò il governo tedesco a dichiararla fuori legge.

E’ certamente importante il nuovo pezzo arrivato, ma gli articoli importanti sono innumerevoli e ricchi di storia, anche se a volte ammassati, e ne abbiamo subito la prova nell’atrio, con tre alunne al banco di scuola di un tempo e con il cestino di latta della merenda. Ma poi nelle varie stanze, ognuna delle dodici vetrinette contiene particolari prodotti dell’arte artigianale italiana e non, che vanno ad arricchire il valore dfell’esposizione: dal circo con i suoi personaggi, al teatrino con la musica e gli artisti sul palco che si muovono, al pallottoliere con le rondini, ai pezzi delle tranvie delle varie epoche, ai giocattoli di latta e di legno.

Un patrimonio che complessivamente raccoglie secoli di storia e del quale Pescarolo deve essere onorato per averlo ospitato. Un doveroso grazie da parte nostra va alla Dottoressa Del Ninno, componente di una famiglia che a Pescarolo ha dato tanto e giustamente vuole resti una traccia attraverso un lavoro fatto con grande passione e impegno finanziario che le ha consentito di raccogliere ad oggi oltre mille pezzi e in merito precisa che, oltre ad averne a casa altri, la raccolta continua.

Da parte nostra l’auspicio che in futuro il tutto possa trovare una degna e meritata collocazione che certamente consentirebbe una miglior valorizzazione dell’importante patrimonio.

Da parte nostra vi proponiamo alcuni particolari, tra i tanti che meriterebbero maggior risalto, dall’ultimo arrivato da una produzione importante, la bambola in celluloide ad altri particolari e concludendo con il pezzo più povero, la fantasia e la volontà di fare non mancavano, un ottimo esempio per i tanti giovani di oggi.

(Nelle foto l’intervista della cronista Silvia Galli di Cremona 1 alla Dottoressa Del Ninno).

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