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Ferrara. Comincia un febbraio pieno di appuntamenti a Ferrara Off. Sabato 1, alle ore 21, torna a Ferrara l’attore abruzzese Alessandro Blasioli, già ospite in stagione e al Festival Bonsai dello scorso anno con lo spettacolo Sciaboletta, che questo week end si cimenta in uno spettacolo sul terremoto de L’Aquila dal titolo Questa è casa mia.
Domenica 2 febbraio, alle 17.30, quarto appuntamento con Giacomo Cossio e l’arte contemporanea. Alberto Burri e la sua rivoluzione dei materiali saranno i protagonisti di questa lezione, patrocinata da Ferrara Arte.

Ecco il programma:

Questa è casa mia, dolor hic tibi proderit olim, di e con Alessandro Blasioli, con la supervisione artistica Giancarlo Fares, luci Fausto Tinelli, scenografia Alessandro Blasioli e Andrea Corvo. Monologo di teatro civile, vincitore di diversi premi e riconoscimenti, che racconta con acuta ironia i momenti successivi al sisma aquilano e le (inefficienti) scelte dello Stato per farvi fronte.

Questa è casa mia è la storia vissuta dalla famiglia aquilana Solfanelli a seguito del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo il 6 Aprile 2009 e alla conseguente gestione del post sisma; è la storia di un’amicizia, quella tra Paolo, aquilano e figlio unico dei Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch’essa dalla potenza della natura e dall’iniquità dell’uomo. Alessandro Blasioli – autore e interprete di Sciaboletta, apprezzatissimo nella scorsa stagione e durante BONSAI Festival di Microteatro – torna a Ferrara Off con un personaggio sghembo e irrituale, fragile e istrionico, che trascina lo spettatore tra lacrime e risate.

domenica 2 febbraio ore 17.30 Alberto Burri a cura di Giacomo Cossio con il patrocinio di Ferrara Arte. Se oggi l’arte la si fa con tutto, lo si deve a lui. I sacchi, le plastiche, i ferri e i sugheri hanno cambiato e aperto nuove e inaspettate vie di sperimentazione plastica e pittorica.

Il suo ultimo capolavoro – il Cretto di Gibellina – è stato ultimato nel 2015, dieci anni dopo la sua morte;  rimane l’opera di Land-Art più vasta e importante che abbiamo in Europa. Immenso è stato il suo contributo nel portare l’Italia al centro del dibattito internazionale sui linguaggi dell’arte contemporanea.

Quarta lezione di un ciclo dal titolo: Spiegare l’arte contemporanea. Come mai l’arte è diventata cosa di pochi, concetto e non più manufatto? Perché molti eventi che appartengono alla sfera della modernità  hanno bisogno di un interprete, di una guida che ci aiuti, che ci salvi dallo sgomento e dalla incomprensione? Cosa sono diventati i musei d’arte contemporanea agli occhi delle persone che ogni giorno vivono una dimensione quotidiana e ‘reale’? Sembra che l’essere umano abbia perso la fiducia di poter essere rappresentato da un linguaggio come quello artistico, delegando al mercato e agli esperti il compito di gestire il patrimonio creativo del proprio tempo.
L’intento di queste lezioni è di smascherare l’incantesimo che ci vuole incoscienti e distratti di fronte all’energia vitale che ovunque e comunque, nasce e trasfigura l’apparente e monocromatica realtà.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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