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Gattatico, Reggio Emilia. Non si sono scoraggiati a Casa Cervi dopo il primo assalto del coronavirus che ha asserragliato e tristemente condizionato la vita di tutti, mandando on line la festa del 25 Aprile dello scorso anno, uno dei primi esperimenti di diretta streaming seguito da migliaia di persone in tutta Italia.

Sono eredi di una Resistenza e di un esempio di vita, quella dei 7 Fratelli Cervi, che hanno lottato con ben altro virus, quello con la camicia nera che aveva sconvolto e gettato miseria per vent’anni sul Bel Paese e sull’Europa.

Anche quest’anno Casa Cervi celebra il 25 aprile e resiste insieme a tutti gli italiani.Come l’anno scorso, la pandemia impone una Festa online, in una diretta streaming che durerà tutta la giornata. Ci saranno gli interventi dal mondo delle istituzioni e tanti contributi musicali, artistici, teatrali e non solo. Il 25 aprile sarà anche un’occasione per informare sullo stato di avanzamento dei lavori del nuovo Museo Cervi, che verrà ultimato nei prossimi mesi.

Anche quest’anno sarà una Festa della Liberazione diversa da tutte le altre, tranne che nello spirito e nei valori; sempre gli stessi di Casa Cervi e di tutti i cittadini, che fino a due anni fa hanno festeggiato insieme a noi nel grande prato dei Campirossi. Le parole, la musica, l’omaggio alla Resistenza e al 25 aprile di 76 anni fa continueranno a popolare lo spazio di Casa Cervi, trasformatosi in una lunga diretta virtuale.

Per anni decine migliaia di persone, soprattutto giovani, invadevano pacificamente il podere della casa dei Fratelli Cervi, ora museo, istituto e centro di cultura, per la festa della Liberazione del 25 Aprile. Una festa che sancisce l’importanza del il ruolo di Casa Cervi come punto di riferimento per i temi e i valori dell’antifascismo, della legalità e della pace. Non solo dunque luogo di conoscenza e studio della Resistenza, ma anche punto di aggregazione per tutte le comunità e i cittadini che vivono il 25 aprile come una grande festa della democrazia antifascista.

Il 25 aprile a casa Cervi si respirava il desiderio di stare insieme, i prati si riempivano di ragazzi, famiglie e tanta, tanta gente che si portava un plaid da casa per passare una giornata di festa, di musica, di riflessione sulla conquista della libertà con le testimonianze di coloro che ancora oggi lottano nel loro paese.

Verrà presto il giorno in cui ci libereremo del virus che opprime le nostre vite, torneremo sui prati di Casa Cervi, al Museo, alla musica, alla voglia di stare insieme, per “respirare”, senza mascherine, la voglia di riconquistata libertà

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.