Domenica 5 aprile l’ONU ci invita a celebrare la prima Giornata Internazionale delle Coscienze. Una decisione presa il 25 luglio dell’anno scorso, prima che il coronovirus ci abbia dato una ragione in più di riflettere su come viviamo, su quante e quali violenze affliggono l’umanità, su cosa dovremmo cambiare nella nostra vita e nei nostri rapporti per superarle, su quello che sta succedendo in Italia e nel mondo.

Dobbiamo raccogliere con serietà e impegno reale l’invito dell’ONU per cercare di essere il nuovo e dare inizio ad un percorso diverso e positivo. Molti dicono che le cose non saranno più come prima. Ma se non ci prendiamo il tempo di esaminare le nostre coscienze e di adeguare il nostro agire e i nostri rapporti umani (dunque le nostre leggi, la nostra economia e la strutturazione delle nostre società) a quello che davvero conta per ciascuno di noi, niente garantisce che domani sarà migliore di ieri e oggi.

Per questo la Tavola della Pace invita ad aderire alla Giornata Internazionale delle Coscienze e a trovare il modo, tutti assieme, per risvegliare e fare spazio alle nostre coscienze.

Prima dell’evento ci sarà l’anteprima Facebook alle ore 17. Durante tutta la giornata si lterneranno i contributi, gli interventi, i suoni, le poesie, i messaggi di tutti i partecipanti, diretta video da seguire tutti assieme.

L’appello della Tavola della Pace:

Questo è il tempo in cui dobbiamo prendere coscienza della lunga serie di errori che sono stati commessi a tutti livelli e che ora stiamo pagando per aver messo, per decenni, i soldi, l’individualismo e la competizione tra tutti (persone, comunità, imprese e Paesi) davanti a ogni altra cosa.

Questo è il tempo in cui dobbiamo scegliere e agire con coscienza cominciando a far tesoro delle lezioni che ci vengono copiose anche da questa pandemia per riscoprire la nostra umanità, per cercare soluzioni ai problemi pregressi che non abbiamo ancora risolto, per vincere l’inerzia e gli interessi che ancora ci impediscono di risolvere i problemi che abbiamo causato nei decenni, per risanare i guasti provocati da questa tragedia, per non trovarci impreparati davanti alle prossime crisi (ambientali, sociali, economiche, culturali).

Questo è il tempo in cui dobbiamo dilatare le nostre coscienze sino a toccare i confini del pianeta, e con una nuova coscienza planetaria guarire la Madre Terra da lungo tempo ammalata, affrontare la catastrofe climatica che incombe, la crisi economica che crescerà, il pericolo atomico che continuiamo a ignorare, le guerre che non vogliamo fermare, le migrazioni che aumenteranno, le disuguaglianze che stanno esplodendo.

Questo è il tempo in cui dobbiamo educare le coscienze per ricostruire la scala dei valori e delle priorità, per accrescere la nostra capacità di cura della vita, dell’essere umano e della natura, imparare a vivere assieme tra diversi e sviluppare il nostro senso di responsabilità verso i vicini, l’umanità e le generazioni che ci seguirano.

Questo è il tempo in cui dobbiamo ri-svegliare la coscienza di chi non ha ancora capito cosa sta succedendo e pensa solo a quanti soldi puo perdere, come approfittare della situazione o semplicemente salvarsi da solo (anche a scapito degli altri); di chi si lamenta e non prova a cambiare le cose; di chi non vede tuttora l’importanza della solidarietà non solo con i vicini ma anche con i lontani e non capisce che ormai siamo diventati tutti interdipendenti.

Questo è il tempo in cui dobbiamo resistere alla manipolazione delle coscienze che viene portata avanti con il supporto di troppi mezzi di comunicazione e informazione, che anestetizza le coscienze, che ci impedisce di avere uno sguardo attento al reale, di capire realmente cosa sta accadendo, di ricercare assieme le soluzioni migliori, di capire sino in fondo che ci si salva insieme con l’impegno fattivo di tutti.

Questo è il tempo in cui ciascuno si deve mettere una mano sulla coscienza e riconsiderare i comportamenti quotidiani e le responsabilità personali e collettive, le corse continue, lo stare con gli altri senza mai avere il tempo o il trattare spesso gli altri come avversari, competitori o nemici, l’illusione di poter continuare a fare crescere i consumi, gli sprecchi, lo sfruttamento delle disuguaglianze e le violenze di genere.

Questo è il tempo in cui dobbiamo ridare spazio alla nostra coscienza che forse abbiamo confinato in qualche ripostiglio del nostro io e liberare la sua potenza creativa e la sua capacità di farci compiere gesti sociali d’amore.

Ricordiamoci che “tutti gli esseri umani (…) sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Dichiarazione universale dei diritti umani). La coscienza ci può aiutare a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è essenziale e cosa è superfluo. Ci può aiutare ad agire con cura e amore. Non sappiamo dove stia di casa, ma sappiamo che gioca un ruolo importantissimo in tutte le cose che facciamo. Ascoltiamola!

Ciascuno interroghi la propria coscienza e decida perlomeno una cosa che cambierà d’ora in poi per aggiungere del meglio nella sua vita e nella società.