In gita al bosco della Fontana

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Percorrendo la strada statale 236 in direzione Mantova, appena superato il paese di Marmirolo, un segnale turistico sulla destra indica la direzione per il “Bosco della Fontana”. Poco più avanti imboccando un viottolo alberato in breve tempo si raggiunge un grande cancello che confina l’ingresso con il Bosco della Fontana, una manciata di ettari di foresta planiziale di pianura miracolosamente rimasta intatta, perché fu per anni la riserva di caccia della famiglia dei Gonzaga, signori di Mantova.700U4922

Variopinto dagli intensi colori primaverili o carico di mistero nella nebbie padane, il bosco vale una visita, una giornata per immergersi nell’ultimo santuario naturale di pianura, rara opera d’arte “dipinta” dalla natura. I boschi planiziali di pianura si contano oggi sulle dita d’una mano, lembi sopravvissuti del manto di fitta foresta della Pianura Padana sino all’arrivo delle legioni di Roma.

La riserva naturale a cinque chilometri a nord di Mantova è un’area severamente protetta, preziosa testimonianza della antichi boschi di latifoglie, nel corso del tempo ha sofferto per le continue asportazioni di legno, togliendo al bosco il ciclo vitale legato alla presenza di alberi morti o vecchi alberi cavi, dove l’avifauna trova facilmente riparo e alimentazione. Per riequilibrare l’habitat si è lavorato a lungo, nell’ambito del progetto europeo Life Natura, con l’obbiettivo di ripristinare la condizione ideale perché uccelli, insetti e piccoli mammiferi ritrovassero un ambiente ideale e protetto per riprodursi, eliminando la presenza di alberi esotici come la quercia rossa e altre specie completamente estranee al bosco planiziale di pianura o sradicandoli per ridar vita al ciclo legato agli alberi deperenti.700U4962

Il Bosco della fontana era in realtà il parco dei divertimenti dei Gonzaga, come testimonia il “capanno di caccia”, capanno si fa per dire! Forse visto con gli occhi dei potenti nobili mantovani, in realtà è un piccolo castello al centro d’una radura nel cuore del parco che non sfigurerebbe nemmeno nella valle della Loira; vi si tenevano battute di caccia e feste per le teste coronate d’Europa, ricordate anche da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata.

Il risultato fortunoso del matrimonio tra antica foresta di caccia signorile e moderna riserva naturale ha fatto si che, come per miracolo, questo lembo di pianura abbia potuto arrivare indenne sino ai nostri giorni, una foresta della Bassa dalle mille tonalità di colori autunnali, un ambiente fatato negli inverni della galaverna dei giorni della merla o l’esplosione della vita in tarda primavera.700U4952

La piccola isola boschiva mantovana è uno degli ultimi rifugi per numerose specie animali, gli studi faunistici hanno censito ben 102 specie di uccelli tra cui il nibbio bruno, 24 mammiferi, 9 rettili, 8 anfibi e ben oltre 2.000 specie di invertebrati; quando una di queste specie scompare del Bosco della Fontana è probabile che si stia estinguendo in tutta la Pianura Padana. Sono lontanissimi i tempi in cui la nostra Bassa era popolata da grandi mammiferi, prima che l’uomo vi mettesse mano, la pianura era coperta da un unico bosco con rare radure, interrotta soltanto dallo scorrere dei grandi fiumi. Per secoli le gigantesche querce farnie insieme ai carpini, ai frassini, ai salici e molte altre specie arboree hanno dato rifugio al cervo, al cinghiale, al lupo, al castoro etc. prede favorite dei cacciatori mesolitici, primi uomini a colonizzare la grande pianura.700U7023

Nel visitare la fitta foresto del bosco della Fontana possiamo però ritrovare le armonie naturali, perderci nei sentieri che si inoltrano fra il fitto della vegetazione, una rete di piccoli passaggi che inevitabilmente convergono verso il centro, al “capanno di caccia” dei Gonzaga. La riserva naturale è divisa nettamente in due parti: una parte riserva integrale chiusa al pubblico e una parte visitabile, con segnaletica e piccole radure dov’è facile osservare il ciclo vitale dell’albero morto; con i viottoli che cavalcano piccoli ponti o fiancheggiano limpidi corsi d’acqua, arterie che tengono costante l’umidità vitale alla foresta interrompendo il fitto sottobosco, regalando miracolose armonie e selvagge sensazioni.

La Riserva è aperta al pubblico tutti i giorni tranne il martedì e il venerdì con i seguenti orari: dal 1 marzo al 31 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00; dal 1 novembre al 28 febbraio dalle 9.00 alle 17.00. Nei giorni festivi la visita è a pagamento, 2,50 euro (gratuito per bambini sino a 10 anni e per over 65), è attivo presso la biglietteria un servizio informazioni dove è possibile consultare le pubblicazioni prodotte dal CNBF di Bosco Fontana.700U4935

Per informazioni CNBF Bosco Fontana, strada Mantova, 29 – 46045 Marmirolo, MN. Telefono: 0376295933 dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 17.00.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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