Brescia. Tra le vocazioni del Manifesto Costituente ANPI c’è la determinazione di non disperdere la cultura e farsi portavoce di modelli economici e identità sociali.

Si colloca all’interno delle iniziative promosse da Manifesto l’evento “Città in trasformazione fra memoria e futuro” in programma martedì 20 aprile alle ore 18, in diretta sulle pagina Faceboook di: Manifesto Costituente ANPI, Cultura Libera e Colori e Sapori ARCI.

L’articolo 9 parla di “promozione della cultura” e di “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico”. Il concetto di tutela si è arricchito nel tempo e da concetto prevalentemente conservativo è diventato indicatore di processi dinamici che coinvolgano i cittadini in azioni di interpretazione del patrimonio stesso. La conoscenza del passato viene collocata in una dimensione di attualizzazione.

In questa prospettiva parlare di urbanistica e di possibili modelli urbani è assolutamente coerente con l’articolo 9: la città va costantemente interpretata in modo che la sua storia e le tracce architettoniche del suo passato si coniughino con le domande che riguardano il suo futuro. L’urbanista ha dunque una grande responsabilità perché la sua opera non è solo tecnica, ma soprattutto sociale e antropologica. Le città sono sempre in trasformazione e sarebbe grave errore disperderne la memoria storica, così come sarebbe errore fossilizzarsi in una retorica del passato che espelle e marginalizza le nuove istanze economiche e sociali.

In questo momento assistiamo a nuove potenti spinte trasformative che devono essere analizzate con cura: un ritorno alla urbanizzazione con città sempre più luogo di concentrazione della nuova economia strettamente correlata con le innovazioni tecnologiche e i nuovi assemblaggi tra ri-equilibri geostrategici. Città che esprimono una nuova visione dei servizi alle aziende e alle persone; luoghi di produzione culturale oltre che di centri finanziari; città che rappresentano una anticipazione del futuro (in tema di tecnologie e servizi) ma che rischiano di essere sempre più distanti dalla “provincia” al punto da identificarsi quasi come “città stato” separate dal proprio territorio da un baratro economico, culturale, sociale.

L’urbanista si domanda come interpretare queste trasformazioni. Grande operazione culturale quella urbanistica, perché esprime come si vede il futuro e come lo si vuole orientare: in nome delle grandi concentrazione di potere economico e finanziario o in nome di una attenzione a principi di coesione sociale e inclusione? In un mondo sempre più interconnesso le città possono diventare laboratori per l’innovazione sociale e politica, ma per questo obiettivo bisogna porsi alcune domande: quale è il progetto collettivo che sta dietro la progettazione urbanistica? quali i codici identitari a cui si fa riferimento? quale visione del futuro?

Di questo si parlerà martedì 20 aprile ore 18 sulla diretta Facebook, con Alberto Bortolotti, giovane architetto bresciano autore del libro “Modello Milano? Ricerca su alcune grandi trasformazioni urbane recenti”; Gabriele Pasqui, ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano; Claudio Buizza, architetto bresciano che da tempo lavora ad opere