Cremona. Un’unica occasione per ammirare due opere affiancate, per la prima volta, alla Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona, l’una di fianco all’altra le due versioni del Riposo durante la fuga in Egitto, capolavori di Orazio Gentileschi.

Con questo evento la città e il territorio, dopo un periodo straordinario di difficoltà legate alla pandemia di cui il cremonese è stato duramente colpito, reagiscono riponendo nell’arte un importante messaggio di speranza per il futuro.“ La fuga in Egitto e altre storie dell’infanzia di Gesù” è una straordinaria mostra, curata da Mario Marubbi, Conservatore della Pinacoteca, e promossa dal Comune di Cremona attraverso i suoi Musei Civici.  Accanto alle due magnifiche tele, la prima del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la seconda di collezione privata, la mostra propone una selezione di altri dipinti, sculture, avori, incisioni sulla popolare “Fuga” tramandata dal solo Vangelo di Matteo ma protagonista dei Vangeli apocrifi.

Importante esponente del Caravaggismo, Orazio Gentileschi, padre della celeberrima artista Artemisia, testimonierà a favore di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, nel processo per diffamazione, un gesto che rafforzerà l’amicizia tra loro è maturazione nello stile pittorico del Gentileschi. A sugellare l’amicizia tra i due artisti, all’ingresso della mostra, si può ammirare il famoso capolavoro di Caravaggio: il San Francesco, vanto dei musei cremonesi.

Le due tele eguali, di mano di Orazio Gentileschi del Riposo durante la fuga in Egitto, realizzate l’una dopo l’altra, esposte al museo nella mostra risalgono al momento in cui Orazio Gentileschi, forse il più precoce, intelligente e spregiudicato interprete tra i pittori caravaggeschi, godeva di enorme fama internazionale. Fama accresciuta a Parigi, dove era stato chiamato alla corte di Maria de’ Medici, e ampliata a Londra dove era stato chiamato da George Villiers, primo duca di Buckingham.

L’opportunità di una simultanea visione dei due dipinti consente anche di ripercorrere il tema iconografico della Fuga in Egitto e dei molteplici episodi ad esso collegati, mettendo a fuoco una riflessione teologica e soprattutto  iconografica sul tema delle storie dell’infanzia di Cristo attraverso i secoli, a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni.

In mostra, le due tele vengono affiancate da una selezione molto precisa di avori, sculture, miniature, dipinti e incisioni sul tema nelle sue varie declinazioni che permetterà di seguirne l’evoluzione nell’arte occidentale,  dapprima con accenti marcatamente fiabeschi e poi, proprio a partire dalla serie di opere di Orazio Gentileschi, focalizzandosi sulla centralità della Sacra Famiglia.

La presenza di opere di importanti maestri come Martino e Callisto Piazza, Savoldo, Maratta, Rembrandt, Legnanino, Piccio, Sironi e tra le incisioni opere di Schongauer, Dürer, Procaccini, Rembrandt, Tiepolo rende la mostra particolarmente interessante.

Il racconto della  fuga in Egitto, tramandato dal solo Vangelo di Matteo, è tra quelli più amati dagli artisti e dai loro committenti. Un interesse che portò al fiorire di una cospicua letteratura e stimolò una serie straordinaria di invenzioni pittoriche, attingendo non solo al beve passo tramandato dall’Evangelista ma anche, e di più, dai Vangeli apocrifi.

La ricchezza dei temi, dei supporti e delle tecniche, unita ad un ampio respiro temporale, fa di questa mostra un momento unico per lo studio e la comprensione di uno dei temi meno conosciuti della vita di Cristo.

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